La manifestazione del 5 novembre a San Giovanni, Bersani, il Pd, la ricostruzione e il cambiamento
Ricostruzione in nome del popolo italiano. Sul palco in allestimento a piazza San Giovanni, di fronte alla basilica, è già quasi interamente visibile lo striscione con le parole chiave della manifestazione del 5 novembre indetta a Roma dal partito democratico. L'appuntamento è per le due del pomeriggio di sabato e il segretario Pier Luigi Bersani ha detto di volere “riunire tutti coloro che hanno a cuore il futuro del nostro paese per avviare una ricostruzione democratica, sociale ed economica del paese”.
La manifestazione arriva il giorno dopo il vertice del G20 che si è tenuto a Cannes. Dopo l'ennesima figura modesta di Silvio Berlusconi, ormai emarginato da tutti. Dopo l'ennesima ondata speculativa a cui il governo del Faraone non ha saputo rispondere in nessuna maniera se non con l'afasia più assoluta.
Dopo tutto quello che è successo il 15 ottobre, a piazza San Giovanni grazie al partito democratico torna una manifestazione. Sul palco per prima ci sarà la musica. L'ensemble multietnico Med Free Orkestra con Ziggy. Più tardi i Marlene Kuntz. Poi, Roberto Vecchioni. Sembrerà di intravedere di nuovo po' di “arancione” e ricordare l'atmosfera fresca e primaverile della partecipazione alle elezioni comunali e a alla tornata referendaria. Poi, la politica. Bersani. Bindi. Di Pietro. Il candidato socialista alle presidenziali francesi, François Hollande, e il presidente della Spd tedesca Sigmar Gabriel.
Nella piazza, ampia e inumidita, oggi ci sono gli operai che montano le luci e le casse per amplificare. Ci sono i turisti che restano impalati a guardare l'abissale altezza della basilica. Ci sono i venditori ambulanti che seguono senza troppa insistenza un'ipotesi di cliente nei passi incerti dei passanti. Ci sono i corpi marmorei di Cristo e dei vescovi, issati sulla vetta. Immobili.
Domani è probabile che in questa piazza ci sarà anche chi non si ritrova completamente nelle griglie strette delle linee di un partito e chi non ne può più degli ego ipertrofici dei giovani leader e anche di quelli più avanti negli anni che continuano ad atteggiarsi a eterne promesse. Ma ci sarà. Purché si tratti di favorire un cambiamento. Un rinnovamento che sta diventando sempre più necessario e urgente. Perché, al punto in cui siamo, alla deriva impostaci dal Faraone invecchiato, afasico e incapace, anche semplicemente cambiare, vuol dire già cominciare a ricostruire.
Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
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Commenti
Scritto da filippo — 4 novembre 2011 alle 18:56
io pure domani ci vado!!
Scritto da colani — 4 novembre 2011 alle 19:48
La sinistra, quella pura, quella che parla di riforme, quella che guarda dal buco della serratura, quella che non accetta che qualcuno non si allinei, quella che silura chiunque si mette leggermente di traverso, quella che istiga a scrivere minchiate come sopra, incapace di aggregare le genti, si dichiara al tempo stesso la più democratica per aver istituito le primarie che poi non non sa gestire, tant`è vero che i vincitori, con un colpo di spugna, vengono regolarmente eliminati, proprio la sinistra che non vorrei mai che mi governasse
Scritto da marzia — 4 novembre 2011 alle 20:03
@colani, evidentemente sei tra quelli che invece di essere governato da questa sinistra che disprezzi, preferisci essere governato per altri 15 anni da berlusconi, sempre lo stesso, questione di gusti... io non mi ritrovo in nessuno, per questo penso sia meglio cambiare, dopo pochi anni, chi va al potere
Scritto da Enrico — 4 novembre 2011 alle 21:12
I berlusconiani non sopportano che esista qualcuno che pensi da se, sono abituati sempre a farsi dire, non solo quello che devono dire, ma persino quello che devono pensare, alla fine cosi non si accorgono neppure piu cosa accade in Italia, bambini miei, la pacchia e' finita, se ne e' accorto persino stracquadanio, e ho detto tutto... Finalmente, si cambia, l' Italia si sta svegliando...
Scritto da io — 5 novembre 2011 alle 10:00
Basta con questi politici corrotti
Scritto da Valentina Tamburro — 5 novembre 2011 alle 17:59
Io dico basta al populismo e alla superficialità. Non siamo tutti uguali e tutti corrotti. Non è vero, c'è gente che crede in quello che fa e lo fa gratuitamente come molti di noi del PD che lavorano sul territorio con onestà, correttezza e senso di responsabilità senza un tornaconto di nessun tipo.
Non siamo tutti uguali. Io ho una un'anima di sinistra e sono di sinostra e lo sono sempre stata perchè essere di sinistra vuol dire guradare ai più deboli, essere solidali, cercare di comprendere, aiutare chi è massacrato da politiche ingiuste. Per me essere di sinistra è un onore, e basta sentirsi dire "comunista" come se fosse un'offesa. La mia famiglia comunista ha sempre lavorato onestamente e ha lottato per creare una società più giusta, ha lottato per la libertà, ha portato avanti i valori etici. Essere comunista vuol dire stare dalla perte dell'uomo e non dei soldi e del potere.
Scritto da Giovanni da trepuzzi — 5 novembre 2011 alle 19:20
Voi siete il nuovo Voi siete quelli che daranno un volto nuovo all'Italia ma il Vs nuovo volto è quello di Genova
Scritto da mariano — 5 novembre 2011 alle 19:26
oggi in piazza c'era molta consapevolezza, tranquillità e voglia di cambiare, davvero, voltare pagina e lasciarsi alle spalle il teatrino di berlusconi
Scritto da nadia da dolo venezia 6 novembre — 6 novembre 2011 alle 17:34
ieri a roma c'ero anch'io e conn molto orgoglio dico che eravamo tantissimi e l'emozione che abbiamo vissuto con le parole di Bersani e' statta fortissima. Dobbiamo crederci e dire basta a tutto quello sta succedeendo nel Nostro Paese.
Scritto da alfredo mosciano sant'angelo — 6 novembre 2011 alle 20:16
ieri c'ero anchio a roma eravamo in tanti tanti pensavamo tutti la stessa cosa a casa silvio ber il bene del nostro paese e dei nostri figli ..
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