La lista dei ministri del governo Monti, la speculazione, lo spread e i compiti dell'Europa
Oggi, al Quirinale, è nato il nuovo governo. Verso le undici del mattino Mario Monti è arrivato al palazzo sul Colle. Per molto tempo le telecamere sono rimaste fisse sulla sala stampa aspettando l'annuncio della lista dei ministri. L'attesa si è prolungata più del solito, mentre Piazza Affari registrava l’ennesimo andamento negativo così come lo spread saliva sopra quota 500. Nel frattempo continuava il totoministri e il ritardo veniva valutato come la riprova che quello che stava per nascere fosse il Governo del Colle.
Poi la porta si è aperta. Il primo a uscire è stato come al solito il segretario generale del Quirinale, Donato Marra seguito dallo stesso Mario Monti. Dietro i corazzieri, le tre bandiere, il nuovo Presidente del Consiglio, che sarà anche ministro dell'Economia, ha letto la lista dei ministri. Giulio Terzi di Sant'Agata, ambasciatore, va al ministero degli Esteri. Anna Maria Cancellieri, prefetto, diventa ministro dell'Interno. Paola Severino, ministro della Giustizia. Corrado Passera, supermanager a lungo legato a De Benedetti, va alle Infrastrutture e Trasporti. Mario Catania diventa ministro delle Politiche agricole.
Al ministero dell'ambiente va Corrado Clini. Elsa Fornero, esperta di previdenza di grande profilo, prende il posto del rabbioso Sacconi al ministero del Welfare. Al ministero della Salute, Renato Balduzzi, professore di diritto costituzionale alla Cattolica del Sacro Cuore. Francesco Profumo al ministero che è stato della Gelmini (Università e ricerca) e Lorenzo Ornaghi ai Beni culturali. Ministri senza portafoglio sono Enzo Moavero Milanesi (Rapporti con l'Ue), Fabrizio Barca (Coesione territoriale), Piero Giarda (Rapporti con il Parlamento); Piero Gnudi (Turismo e sport); Andrea Riccardi (Cooperazione internazionale integrazione).
Monti ha inoltre annunciato che alla prima riunione del Consiglio dei ministri proporrà Antonio Catricalà come sottosegretario alla presidenza del consiglio. Allora, il segretario generale della presidenza del Consiglio Donato Marra ha annunciato che il giuramento si svolgerà alle 17 presso il salone delle feste del Palazzo del Quirinale.
Ora non ci sono più scuse, giustificazioni. Il sipario davanti palazzo Grazioli si è chiuso, anche se non sappiamo ancora se in maniera definitiva. Intanto proprio lì dove Berlusconi ha incontrato a lungo, nello stesso posto, leader politici e giovani donne dalle gambe lunghe, c'è solo una telecamera fissa. La riunione, l'ennesima, tra Berlusconi e i vertici del Pdl, in attesa della lista dei ministi, ha perso d’importanza. Per fortuna.
Ora l’attenzione si e' finalmente spostata su questo uomo, tecnico o tecnocrate, che in qualche modo ha già segnato il cambiamento con il suo sobrio stile apprezzato da tutti. Ma c'è fretta, bisogna sbrigarsi a tornare a fare politica davvero. Perché, in fondo, fino a oggi, con Berlusconi, di politica non se n'è fatta. Tanto che viene da pensare che il vero governo non politico, di persone non orientate dalla politica, dal bene pubblico, sia stato quello che fino a oggi a “sgovernato”.
Il nuovo governo che comincia ora si trova davanti, come sappiamo una strada in salita. Ma spetta anche alle istituzioni europee cominciare davvero ad agire per trovare una soluzione alla crisi. Perché già troppo hanno sbagliato a suo tempo quando la Grecia poteva essere salvata. Perché smentiscano chi crede che stanno facendo come le imprese che approfittano della crisi per licenziare anche laddove la crisi non c'entra nulla. Smentiscano chi crede che stanno approfittando della crisi per imporre politiche ultra neoliberiste che non sono affatto l'unica soluzione. Si sbrighino a creare fondi capaci di sostenere i debiti degli Stati e si sbrighino a colpire chi, come le società di rating e le grandi banche di affari, in questo mare impervio della speculazione stanno approfittando ancora.
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Commenti
Scritto da Floro De Nardo Marcello — 18 novembre 2011 alle 15:47
Monti ha perso una grande occasione non nominando Ministro la Prof.ssa Luisa Torchia; una persona perbene e competente. Ritengo che il rilancio dell’economia nazionale passa anche attraverso la riorganizzazione dell’elefantiaca macchina dell’amministrazione pubblica. Non v’è dubbio che un’oculata rivisitazione del funzionamento e dell’organizzazione della pubblica amministrazione possa far risparmiare lo Stato e, nel contempo, rendere i servizi più fluidi e funzionali alle aspettative dei cittadini e delle imprese. Spero che Monti si ravvedi, nominando Ministro la Prof.ssa Luisa Torchia e, attivando lo stesso ministero. Brunetta si è messo di traverso perchè la Torchia è ovviamente più all’altezza di lui.
Floro De Nardo Marcello
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