L'asteroide, il passaggio vicino alla Terra e i frammenti di luce e stelle

di Federico Pace — 7 novembre 2011

Ancora una volta ci si mette a guardare il cielo. E' quasi sera e, lentamente, le nuvole si sospingono verso oriente. L'asteroide che porta il nome, o la sigla, 2005 YU55, la notte di martedì 8 novembre passerà vicino alla Terra. Vicino. Lo si può dire solo se si pensa alle dimensioni abissali dell'universo e alle sue sperdutezze. Ci separerà dalla sua traiettoria una distanza di 319 mila chilometri. Tutti i giornali e le televisioni dicono che non colpirà la Terra, non urterà contro il corpo celeste su cui viviamo quasi inconsapevolmente.

Il momento in cui l'asteroide si avvicinerà di più saranno le 23 e 28, ora di Greenwich. A Roma, nelle stanze buie dove prendono sonno i piccoli mentre gli adulti restano ancora davanti agli schermi lucenti delle televisioni, sarà già passata la mezzanotte da quasi trenta minuti. Qualcuno ci penserà. Proprio in quel momento. Proverà a raffigurarsi quel cumulo siderale che corre inconsapevole. E proverà una vertigine, come se quel passaggio gli stesse rammentando quel che aveva intuito da bambino e poi aveva finito per dimenticare. Anche lui è costituito di frammenti di luce e stelle.

Nelle immagini della Nasa dell'asteroide Yu55, che sono state riprese nell'aprile del 2010, e poi distribuite dell'Associated Press, si vede solo una porzione di sfera biancastra che emerge da un abisso nero. Anche sul sito della Nasa si parla di "ghostly image". Eppure gli osservatori dicono che la sua superficie è scura. Probabilmente è ricca di carbonio. Nelle immagini, si percepisce il silenzio e il freddo in cui quella pietra sta viaggiando.

Il suo approssimarsi sta destando timori nei catastrofisti che lo immaginano come l'ennesimo segno di sventura. Ma soprattutto sta risvegliando l'interesse degli scienziati. Gli asteroidi sono corpi antichissimi. Contengono le tracce della loro formazione avvenuta dallo scontro di gas e polvere oltre quattro miliardi di anni fa. L'avvicinarsi di Yu55 permetterà agli studiosi di osservarlo con maggiore precisione e avere indicazioni sui composti chimici e sui minerali di cui è fatto. Guardarlo farà pensare a un'antica mappa con le indicazioni di un territorio sconosciuto.

L'asteroide arriverà dalla direzione del sole. Nessuno riuscirà a vederlo di giorno. Ci sarà una luce accecante e un bagliore a nasconderlo. Anche agli infrarossi. Solo quando arriverà il crepuscolo e la notte si avvicinerà comincerà a divenire visibile. Non a occhio nudo però. Solo nel cavo di un telescopio l'occhio umano, si potrà provare a cercare di capire qualcosa di più su quella sfera solitaria. Ma anche così non sarà facile, perché il suo passaggio sarà molto rapido.

Ci saranno scienziati e amatori a scrutarne i segreti. Cercheranno di capire qualcosa riguardo la superficie rugosa e la composizione chimica di quella roccia sperduta nell'universo. E' probabile però che, mentre la guarderanno passare, muta e pietrosa, molti di loro si sorprenderanno a interrogarsi, una volta di più, sul destino della propria misteriosa, e inspiegabile, esistenza.

Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)

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