Il cd di Berlusconi e Apicella, il governo senza fiducia e l'idea di Storace sui traditori
Nei negozi di dischi di Roma non c'è ancora. Il nuovo album di Mariano Apicella e Silvio Berlusconi non è in vendita. Pare che l'uscita sia stata posticipata a causa della crisi. Almeno così ha riportato anche la stampa internazionale. Sul Guardian, Tom Kington, inviato a Roma, ha raccontato nel suo articolo (dal titolo "Financial crisis forces Berlusconi to delay release of latest love song Cd”) che a settembre era in programma anche un grande party per il lancio a Milano. Ma non se ne è fatto nulla. Tutto rinviato. Si può immaginare il tono e il tipo di ospiti che sarebbero stati invitati. Macilenti anziani con desideri incongrui e giovani prede attratte dal denaro.
Sulla rivista specializzata Viva Verdi, il periodico della Siae, l'arrangiatore Angelo Valsiglio ha raccontato con la deferenza e la modestia che i vassalli mostrano al proprio valvassore, che dapprima non sapeva che il testo della canzone che doveva arrangiare fosse del presidente del Consiglio. Lavorare sui testi del Faraone invecchiato. Per qualcuno anche le cose più terribili possono essere motivo di orgoglio. A dire dell'arrangiatore, Berlusconi ha scritto tutte le parole degli undici brani e che l'album è “una produzione davvero elegante e raffinata, con tinte brasiliane”.
Si possono leggere anche alcune delle parole scritte per una delle canzoni. "Ascoltale queste canzoni sono per te, sentile quando hai sete di carezze, cantale quando hai sete di tenerezze, prendile queste note, rubale al nostro amore, tiene dentro il cuore, portale via con te, spogliate che c'è il mare". Frasi surreali scritte dal vecchio Faraone mentre sospinge il Paese sull'orlo della bancarotta.
La commessa di un negozio del centro, a noi che le chiediamo chiarimenti, spiega che il disco si intitolerà Il Vero Amore e poi aggiunge: “Sì, sarebbe dovuto uscire a settembre, ma poi lo hanno rinviato. Non so il perché. Adesso però dovrebbe uscire davvero. Il 22 novembre”. Finisce la frase, ma neppure in lei c'è alcuna traccia d'entusiasmo. I motivi però non devono essere legati alla musica pacchiana del premier. Altri i pensieri. Ha ragione. Di questi tempi Berlusconi non ha neppure la capacità di fare uscire per tempo un cd. Figurati se ce la fa a varare il decreto economico che gli chiede tutta Europa.
Un ragazzo, alla cassa a fianco, paga la sua copia di Mylo Xyloto dei Coldplay, ma poi si ferma un attimo e si volta a guardarci. Deve avere seguito il colloquio con la cassiera e gli va di dire qualcosa. Ma alla fine, si volta di nuovo e se ne va. Non è il solo. Sembra che in questi giorni persino Paniz, l'avvocato che ha spinto un intero parlamento a convincersi che Ruby fosse davvero la nipote di Mubarak, stia cercando uno strapuntino su un altro treno che lo porti lontano dal Faraone.
Intanto Francesco Storace, nella sua eccentrica disperazione per l'anonimato politico in cui ormai vive costretto, ha scritto sul suo profilo Facebok che “quei deputati che in queste ore cambiano partito mentre Berlusconi è a Cannes per l'Italia, meriterebbero di essere fucilati alla schiena”. L'ennesimo e tristissimo souvenir che uno dei tanti commessi del Mercatino Italia, gestito e messo in piedi da Berlusconi, mette in mostra sul sempre più traballante banchetto.
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Commenti
Scritto da carlo — 4 novembre 2011 alle 13:16
certo che a leggere i testi di berlusconi viene da pensare quasi a Veltroni... anche lui scrive, romanzi di dubbia qualità, e come politico nazionale ha combinato davvero poco... giusto la buona fede, ma quella non basta! ci vorrebbe anche un po' di sfrontatezza, populismo e qualunquismo... ah, mi dimenticavo, adesso ci pensa Renzi!
Scritto da Giulia — 4 novembre 2011 alle 13:26
Hai ragione. Infatti pure i libri di Veltroni spesso sono patetici. Su Renzi, preferisco non pronunciarmi
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