Guerriglia gardening, gli orti urbani, San Lorenzo e la storia di Augusto il giardiniere
Passo spesso davanti a questa striscia di terra separata da un muretto e una ringhiera verde. Dapprima indifferente, assorta nei miei pensieri, non ci avevo fatto caso, tiravo dritto, come se quella natura, innocente seppur costretta dietro la ringhiera, mi creasse disagio. Infine ho ceduto e mi sono fermata, come altri, davanti a questo giardino spontaneo, attratta da una grazia e compostezza rare nella città.
Si può parlare di orto urbano, molto più naturale nel suo non essere ambizioso. Augusto, il giardiniere, non sa di far parte di un movimento, di essere un guerriero dei “Guerilla gardening”, gruppi attivi che scovano piccole aree verdi non utilizzate e armati di terriccio, semi di fiori e acqua, fanno dei blitz e piantano gerani, cactus, tulipani.
Lo incrociavo a San Lorenzo con l’Unità sottobraccio, mi tenevo a distanza e lo vedevo salire su quel muretto accanto alla bocciofila. Poi d’improvviso mi sono avvicinata e gli ho fatto i complimenti. Sorpreso mi ha detto grazie, per lui è qualcosa di naturale, io ci vedo una positiva resistenza alla solitudine, alla vecchiaia e alla costruzione di sale bingo e centri commerciali.
Ha cominciato per caso, frequentando come tanti la bocciofila di San Lorenzo, a togliere le erbacce da quell’anonimo rettangolo, lentamente ha seminato mirto, erbe medicinali, tiglio, rosmarino e uva fragola. “C’era pure la vite americana ma ha bisogno di troppa cura.”
Mentre innaffia i colleghi di bocce, stupiti della mia attenzione, lo guardano in altro modo, quasi fosse un moderno eroe. Tanti passano, sempre di corsa, con le buste della spesa e nell’attimo in cui posano lo sguardo sembrano rasserenarsi, come se si trovassero davanti a una magia, mentre spunta un fiore su una pianta grassa.
Per saperne di piu': Guerrilla gardening
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