Pannella e Berlusconi, la cena a palazzo Grazioli, le malinconiche pennette tre colori e l'equazione Scilipoti
Di cosa abbiamo parlato, Marco Pannella e Silvio Berlusconi alla cena a palazzo Grazioli di ieri sera, non è facile da sapere. Oggi, nessuno dei partecipanti ha davvero interesse a renderlo noto. Di certo, a quella tavola, se di tavola si è trattato, i camerieri ossuti devono avere servito, per l'ennesima volta, il medesimo menù. Le malinconiche pennette tre colori e tutto quel profluvio di scontatezze culinarie che ribadiscono una certa idea retrò dell'Italia e della società. Mozzarella, basilico e pomodoro. Gelato al pistacchio, fior di latte e lampone. Il presepio che il Faraone propina sempre agli invitati per dare di sé un'immagine arrendevole e semplificata.
Tra gli invitati, a condividere il pasto e le battute, forse grevi forse allegre, c'erano anche altre figure politiche note. Angelino Alfano e Gianni Letta. Loro qui sono di casa. Anche gli stipiti delle porte li riconoscono quando passano felpati. Devono così tanto al Faraone che si può stare sicuri che non avranno neppure alzato il bicchiere se non dopo aver ricevuto un cenno da parte del vecchio leader. Per i radicali, oltre a Marco Pannella, le agenzie riportano la presenza di Rita Bernardini e di Valter Vecellio. La Bernardini, al momento di spiegare e motivare la partecipazione, ha raccontato anche di avere interrotto, per questa cena, lo sciopero della fame che sta facendo da più di un mese. Come è possibile che possa pensare di poter convincere il Faraone a fare qualcosa per il bene del Paese? Quale sortilegio l'ha ingannata?
Molti, questa mattina, su via del Plebiscito, parlano di scambi e di interessi. E si arrabbiano. La politica, dicono, è solo interesse. Una delusione. I deputati, i senatori, fanno tutti qualcosa solo per fare un favore a qualcuno. O per salvare se stessi. Favori. Favori. Favori. Già, ma quali sono i favori che Berlusconi e Pannella si devono scambiare? Certo c'è il finanziamento pubblico di Radio Radicale ancora in stallo, certo ci sono i voti al Parlamento di cui il vecchio Faraone ha un bisogno disperato. Pannella però, a chi lo accusa di mercanteggiare, ha già risposto dicendo che i radicali hanno sempre votato contro il governo. Piuttosto, a suo dire, è venuto qui per colpa della poca considerazione che ha ricevuto dal partito democratico. Qui invece, dalle parti di via del Plebiscito, pare avere trovato più attenzione. E' qui che, a suo dire, ha trovato "un presidente del Consiglio che comunque ascolta, ascolta noi Radicali. Li ascolta, poi vedremo quello che accade...".
Forse è vero. Forse non è andato a mercanteggiare. In fondo i radicali, o quel pochissimo che resta del loro passato glorioso, non sono certo come Scilipoti. Sono di un'altra pasta. Non hanno quelle facce da provinciali che arrivano dall'Italia di un altro tempo. Loro sono metropolitani, poliglotti e ultraliberali. Conoscono il Dalai Lama e non disdegnano Cicciolina. Sanno divertirsi e conoscono il mondo. Viaggiano, studiano e manifestano. Si considerano la vera avanguardia del pensiero illuminato del Paese. Al vecchio premier, ieri sera gli sarà pure toccato di sopportare qualcosa. Ai radicali, forse, sarà anche scappata qualche risatina, qualche battuta di distacco e superiorità. Avranno pensato che non è difficile riuscire a trarre vantaggio da un incontro come questo. Ma oggi è un altro giorno e è bastata una notte, per convincere tutti che i radicali finiranno come uno Scilipoti qualunque. Usati e gettati via. D'altronde, domani a cena, a palazzo Grazioli, si aspettano altri invitati.
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Commenti
Scritto da Antipdl — 21 ottobre 2011 alle 20:53
Ma era una cena o un mercato ???
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