Le pensioni, Bossi, la crisi di governo e le responsabilità di Berlusconi

di Federico Pace — 25 ottobre 2011 — 1 commenti

Umberto Bossi dice che ora la crisi è possibile. L'intesa, che Berlusconi deve trovare per rispondere alla richieste dell'Unione Europea, è “molto difficile” a dire del leader leghista. E quando ha dovuto motivare, a chi gli chiedeva le ragioni di questa impasse, Bossi ha spiegato con parole al solito inadeguate per un uomo di Stato, che l'innalzamento dell'età pensionabile "non è possibile, 67 anni non possiamo farlo. La gente ci ammazza". Proprio così. Proprio queste parole.

La crisi, quindi, si avvicina. Ma sarà poi vero? O verrà fuori, in piena notte, un accordo, seppure stiracchiato, all'ultimo minuto, raggiunto dopo un confabulare e un promettere in una delle stanze riservatissime della residenza privata di Silvio Berlusconi? Quale che sia il destino di questo governo, tutti i giornali del mondo già parlano della crisi del nostro premier. Ne discutono quasi tutti. Già in queste ore. El Pais, in un articolo firmato da Pablo Ordaz e del titolo “Berlusconi, a un paso de caer” (Berlusconi, a un passo dal cadere), ricorda come manchi al Faraone l'appoggio della Lega per la riforma delle pensioni. E a proposito delle ennesime promesse fatte a Bruxelles, il problema, ricorda appunto Ordaz, è che ora l'Unione Europea non si accontenta di qualsiasi cosa. Vuole, questa volta, interventi precisi e strutturali.

Anche per Der Spiegel il governo Berlusconi è vicino al collasso ("Berlusconi-Regierun droht der Kollaps"). Stessa cosa per il Wall Street Journal che apre il sito con l'immagine di un Berlusconi che furtivamente sussurra qualcosa a un sempre più basito Umberto Bossi. Proprio l'articolo del Wall Street Journal, firmato da Stacy Meichtry e Giada Zampano, si chiude con un'ulteriore sottolineatura della distanza tra l'Europa e i governanti italiani. Il portavoce del presidente della Commissione europea José Barroso, d'altronde, ha comunicato che fino ad ora non ha ancora ricevuto la lettera che Berlusconi deve fare avere alle istituzioni. Quella lettera in cui deve definire con precisione impegni e misure per la crescita che l'Italia intende adottare.

Come che vada, è chiaro che la responsabilità di tutto questo poggia sulle spalle di un uomo solo: Silvio Berlusconi. E' infatti solo per colpa sua che la crisi di governo arriva proprio ora, nel momento in cui saranno più gravi le conseguenze economiche e finanziarie sull'Italia. D'altronde sapevano già tutti, istituzioni e opinioni pubbliche, che la maggioranza politica non esisteva più. Anche il premier. Ma Berlusconi, pur di rimanere nelle stanze del potere, ha camuffato la realtà. Ha inventato maggioranze posticce, ha creato Scilipoti dal nulla e da Scilipoti ha tirato fuori cloni di Scilipoti. D'altronde a lui, e gli accadimenti di questi giorni ne sono triste conferma, del destino dell'Italia non interessa alcunché. In fondo, la nostra Patria, non è mica una minorenne.

Commenti

  1. Scritto da stefano25 ottobre 2011 alle 18:46

    io non credo che alla fine il governo berlusconi cadrà, penso invece che farà di tutto per convincere bossi a fare quello che vuole lui... poi a quelli che votano lega, glielo spiegherà qualcuno, un calderoli qualunque, di persone così sai quante ce ne sono da quelle parti... parecchie... ve l'assicuro...

Scrivi un commento

Anteprima del commento