La morte di Steve Jobs e la solitudine dell'iPad in una vetrina
Ora Steve Jobs è morto davvero. Aveva 56 anni e un'insolita capacità di donare un'aura speciale agli oggetti che ideava. L'iPod, l'iPhone, l'iPad. A fermare la vita del visionario cofondatore della Apple è stata una malattia al pancreas con cui ha dovuto misurarsi per sette anni sin dal 2004. Lui che aveva inventato di tutto, aveva detto che la "morte è molto probabilmente la singola migliore invenzione della Vita". Milioni di persone nel mondo hanno tenuto tra le mani gli oggetti partoriti dalla sua mente. Non come se fossero semplicemente oggetti, ma come frammenti di futuro capitati tra le proprie mani grazie a un sortilegio. Una magia. Non contava neppure che, secondo alcuni, venissero realizzati con materiali non sempre rispettosi dell'ambiente e dannosi per la salute degli operai che vi entravano a contatto.
Su via Merulana, a Roma, sono appena le otto del mattino. Non tutti i giornali sono riusciti a pubblicare la notizia della morte di Steve Jobs in prima pagina. La data della sua scomparsa è il 5 ottobre. In Italia adesso è già il 6 ottobre. Per il gioco dei fusi orari, è già un giorno che è morto. La notizia, da noi, è arrivata in piena notte. Le rotative, eredità di un tempo ormai perduto, erano chiuse. Solo pochi hanno rimandato in ristampa. Alla radio, però, quella della scomparsa del "padre" della Apple è la prima notizia. Al bar qualcuno commenta. Un ragazzo seduto al tavolino ha il suo iPhone. Un bambino attraversa la strada. Le scarpe da ginnastica. Lo sguardo appeso al cielo. Le cuffiette. Una canzone in testa. L'iPod tra le mani.
A chi chiedeva quale fosse stata la lettura che lo aveva più condizionato nei suoi anni, Steve Jobs aveva quasi sempre risposto The Whole Earth Catalogue, un catalogo alternativo pubblicato tra il 1968 e il 1972. C'erano dentro tutti i tipi di oggetti in vendita che avessero un certo spirito creativo o rimandavano a uno stile di vita “sostenibile”. Niente veniva venduto su quel catalogo. Era solo una lista infinita di oggetti speciali. Oggetti. Sempre oggetti.
La saracinesca del negozio della Apple, dopo mezz'ora, era ancora chiusa. Davanti, un uomo in maglietta rossa, un secchiello e gli strumenti per pulire. Stava in attesa di qualcosa. Poi è arrivato il padrone della rivendita. Anche lui, deve avere saputo, ma ha fatto tutto come ogni giorno. Ha parlato con l'uomo della maglietta rossa, poi ha inserito una chiave e la saracinesca ha cominciato lentamente ad alzarsi da terra.
E' a quel punto che sono apparsi gli oggetti in tutta la loro fredda solitudine. Prima al buio. Poi illuminati. Quasi trasformati nel frattempo da quel che era accaduto a migliaia di chilometri da qui. Remoti, nel chiuso del negozio, un po' distanti dalla vetrina. Abbandonati a se stessi. Come altri milioni di oggetti. A Shangai. A Londra. A Berlino. A New York. A Parigi. A Istanbul. A Varsavia o Sydney. Una infinità di oggetti. Non più frammenti di futuro. Ora che il loro creatore è in un impensabile altrove, sono parsi d'improvviso invecchiati. Divenuti quel che quasi sempre diventano gli oggetti. Intirrizziti e gelidi. Residui di un tempo che non verrà mai più.
Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
- IL GENIO DELLA APPLE: la notizia della morte e il profilo di Steve Jobs sul New York Times
- POSTSCRITPUM: Ken Auletta sulla morte di Steve Jobs sul New Yorker
- VIDEO STEVE JOBS A STANFORD NEL 2005: Parte Prima, Parte Seconda, Parte Terza
- LA BIOGRAFIA DI STEVE JOBS: la Timeline della vita del genio della Apple
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Commenti
Scritto da Patrizia Muratore — 6 ottobre 2011 alle 10:20
Sui social network parliamo della disperazione del momento sociale, politico ed economico che tutti sentiamo di vivere in prima persona. Ho anch'io 56 anni ed oggi, insieme alla disperazione che puo' coglierci per la scomparsa di Steve Job e di quello che ha rappresentato per il mondo intero, non posso non provare sollievo per il fatto che di lui e del suo genio e insieme della sua umanità si parli ovunque,da un continente all'altro, e con ogni mezzo. Si, questa cosa mi solleva dalla noia, dalla tristezza e dalla disperazione di aprire i giornali o il web e leggere tutti i giorni di politici incapaci, di donne in vendita, di sobillatori di popoli che parlano alle pance e non ai cervelli. Per qualche ora, per qualche giorno ,sentiro' parlare di qualcuno che ha vissuto e amato il suo lavoro tanto da farne dono a tutti noi,
Scritto da mariano62 — 6 ottobre 2011 alle 10:40
ora sarà tutto diverso, Jobs aveva davvero qualcosa di insolito e speciale
Scritto da luca — 6 ottobre 2011 alle 13:42
Steve Jobs è morto. Non riesco ancora a crederci veramente.
Steve ha resistito fino alla presentazione dell'iPhone 4S il giorno dopo è accaduto ciò che è accaduto. Aspettare quella presentazione probabilmente gli ha allungato un po la vita dandogli un motivo per il quale andare ancora un po avanti, per essere sicuro del futuro della Sua Apple.
Se volete per favore lasciate un commento commemorativo qui:
http://m.facebook.com/profile.php?id=110653882376946&refid=17&_rdr
Riposa in pace Steve
Scritto da bett mat — 6 ottobre 2011 alle 14:53
condolianze
Scritto da andrea — 9 ottobre 2011 alle 12:04
Addio Steve, sei stato il mio idolo e sempre lo sarai Riposa in pace......
Scritto da Matteo — 9 ottobre 2011 alle 21:25
il più bel articolo riguardante la scomparsa di un grande genio..complimenti davvero..
Scritto da Ida Colantuono — 14 ottobre 2011 alle 17:51
IN MORTE DI STEVE JOBS
Coglievi il frutto dell'età matura
avendo ancora sogni e ispirazioni:
riservavi alla tua sorte futura
lo studio di ulteriori applicazioni...
Ormai le aspettative ed i progetti,
beffati dall'acerba dipartita,
a chi resta , colpito negli affetti,
rendono assai più dura la sconfitta!
Il tuo discorso è un raro testamento,
lucido e schietto, intenso documento;
Oggi il mondo è più povero e scontento,
ma ci ha resi più ricchi il tuo talento!
Ida Colantuono
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