La manifestazione del 15 ottobre a Roma, gli indignati e la boria distaccata dei politici

14 ottobre 2011

Sarà piazza della Repubblica il punto d'incontro della manifestazione nazionale che si svolgerà sabato 15 ottobre. L'appuntamento sarà per le due del pomeriggio. Il corteo delle persone che arriveranno fino a qui, se ne prevedono quasi 200 mila, scenderà lungo via Cavour fino a largo Bracci. Poi svolterà a sinistra e, seguendo via dei Fori Imperiali, risalirà, piano, passando davanti al Colosseo. Poi via Labicana, fino a tagliare via Merulana, e poi su viale Manzoni. Poi si volterà a destra e si prenderà via Emanuele Filiberto fino a sfociare in piazza San Giovanni. La piazza del primo maggio e di tante altre manifestazioni.

Ci sarà il popolo viola, Legambiente, Arci, i movimenti studenteschi e le associazioni politiche e sindacali. Ci sarà la gente che sente di dovere fare qualcosa. Sarà un altro segnale che le persone proveranno a mandare a chi governa senza più consapevolezza e senso dello stato. Un segnale che si inserisce nel quadro del disagio e della protesta internazionale (United for Global Change) che i nostri politici, indaffarati in altre beghe, più minute e privatissime, incapaci delle sguardo lungo, non danno segno di sapere comprendere e interpretare.

In una delle tante superflue trasmissione televisive (Piazzapulita di Formigli su la7), che fanno fatica a capire e raccontare quello che sta accadendo, c'è stato l'ennesimo collegamento dalla piazza. In studio i politici, per strada i manifestanti. Molti dei ragazzi e ragazze che hanno parlato hanno mostrato idee e ideali. Come è naturale, per la loro età, hanno svelato anche un po' di impreparazione nei confronti dei grandi temi di cui parlavano.

A tutto ciò, a quella energia e a quelle incertezze, i politici in studio, con boria e inspiegabile atteggiamento di antagonismo, hanno risposto facendo a gara a svelare le incongruenze nozionistiche dei giovani. Maurizio Gasparri e Flavio Tosi, le due incarnazioni tv degli attuali governanti, furbeschi e distaccati, incongrui, si sono comportati come i secchioni a scuola che perdono di vista tutta la vita che gli scorre accanto e riducono quel che hanno appreso solo a una nozione da utilizzare per superare l'altro. Egocentrici che non sanno di non sapere che la conoscenza è ben altro che sfoggio di quel poco che si sa.

Nel chiuso dei loro schermi televisivi, sembravano quello che sono: uomini in carriera privi del senso pubblico, incapaci della prima qualità di un buon politico: sapere ascoltare, sapere interpretare i bisogni della gente e sapere governare in nome della società che sono chiamati a rappresentare. Anche per questo, è prevedibile, che domani 15 ottobre non saranno pochi quelli che mostreranno la loro indignazione.

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