I disagi a Ponte Milvio, il centro Trony, l'iPhone e il senso della modernità per Alemanno
Se osserviamo con pacatezza quanto è accaduto ieri a Ponte Milvio con il centro Commerciale Trony preso d’assalto da migliaia di persone in fila sin dalla notte ci accorgiamo probabilmente che c’è poco da recriminare e che in fondo tutti hanno fatto il loro dovere. L’amministratore di Trony il cui dovere è di vendere e che oggi si è scusato per i disagi indirettamente causati e alla luce dei profitti fatti in una sola giornata, si può permettere pure di affermare di essere pronto a pagare gli straordinari dei vigili impegnati ieri a districare il traffico. I cittadini-consumatori, così come sono chiamati da tempo gli italiani persino nelle campagne di comunicazione sociale promosse dal governo, il cui dovere è di consumare appunto per contribuire alla crescita economica del paese e farlo uscire dalla crisi. Il Sindaco Alemanno il cui dovere, in una società sempre più commerciale, è quello di essere un amministratore a responsabilità limitata e quindi non tenuto a gestire gli eventi con anticipo ma a prenderne atto. Per poi eventualmente chiederne i danni.
Il rischio che si corre infatti nell’analizzare l’operato di un’amministrazione, di un Sindaco, attraverso la lente della visione moderna del “politico come professione” è di coglierne sempre un elemento di dilettantismo. Di chi appunto di fronte alla complessità si pone con lo stesso atteggiamento del pittore della domenica che tanta ironia suscita tra gli artisti conclamati. Di quelli che per non perdere l’aura della “contemporaneità” sono costretti a interpretare costantemente la modernità. Anche a volte attraverso opere di dubbio valore. Pretestuose, gratuite, che non reggono al giudizio del tempo.
Ma è proprio questo il problema. A fronte di questa reinterpretazione della modernità, spesso asfittica, sterile, anch’essa di maniera, possiamo lasciarli “dipingere” e esporre alle fiere le loro tristi o serene marine, le loro casette con davanti gli alberi di ciliegio fioriti e i loro vecchietti seduti al tavolo di qualche osteria col mento appoggiato alla mano? Possiamo insomma, fuor di metafora, lasciarli in santa pace ridurre la politica a questa dimensione vernacolare? E nel caso in cui volessimo andare oltre, da dove dovrebbe ripartire il politico per dimostrarsi all’altezza?
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Commenti
Scritto da Renato — 28 ottobre 2011 alle 21:22
Purtroppo è proprio così, Alemnanno non ha neppure idea di cosa fa, è un vero dilettante, non ne sta indovinando una, neppure per caso!
Scritto da Luciano — 3 novembre 2011 alle 09:59
Da questo punto di vista anche il post ideologico Matteo Renzi e' patetico!
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