Gli scontri a Roma del 15 ottobre, le nuove leggi di Maroni, le domande del New York Times e ciò che si chiedono tutti
“Che cosa ha causato la violenza è chiaro. Gruppi di giovani violenti hanno rotto vetrine, dato fuoco ad auto e si sono scontrati con la polizia, trasformando una manifestazione contro la crisi globale economica nei peggiori disordini in Italia dal G8 di Genova del 2001. Ma ciò che è meno chiaro è perché le autorità italiane hanno fallito nel prevenire la violenza, o come ha fatto questa violenza a diffondersi nel clima politico più evanescente in Italia negli ultimi decenni.”
A chiederselo, insieme a molti qui in Italia, è la corrispondente da Roma del New York Times, Rachel Donadio nel suo articolo “In Italy, Riots Leads to Recriminations". Donadio dirige la redazione romana del prestigioso giornale americano dal 2008. In precedenza ha lavorato per la New York Times Book Review sulla quale solo qualche settimana fa ha delineato uno spietato affresco dell'Italia di Berlusconi (Reading Alberto Moravia in Silvio Berlusconi's Italy) alla luce dei romanzi di Alberto Moravia. Indicandoci con lucidità una chiave per risalire al motivo per cui l'Italia si sia ridotta a un “bedroom drama”.
Da tempo oramai ci osservano e ci studiano preoccupati gli americani, di solito così indulgenti nei nostri confronti. Quasi a porre una distinzione tra la fascinazione per "la dolce vita” e la depravazione. Ma è probabile che anche il New York Times, per Berlusconi sia uno di quei giornali contro cui fare la rivoluzione, cosi come spiegava al suo sodale Valter Lavitola nell'intercettazione telefonica riportata oggi da Repubblica.
"Non conto niente... Che cosa vuoi che conti... Hai visto la Corte Costituzionale che ha detto che io sono esattamente come gli altri ministri... quindi non ho bisogno di tutele... Allora, parliamoci chiaro, la situazione oggi in Italia è la seguente: la gente non conta un cazzo... Il Parlamento non conta un cazzo... Siamo nelle mani dei giudici di sinistra, sia nel penale che nel civile, che appoggiandosi alla Repubblica e a tutti i giornali di sinistra, alla stampa estera...".
Ora il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha dichiarato che domani annuncerà: "nuove misure legislative, che possano consentire alle forze dell'ordine di prevenire più efficacemente le violenze come quelle di sabato". Il sindaco Gianni Alemanno ha già firmato un'ordinanza in cui vieta i cortei per un mese. Così vanno le cose. Si preferisce dire cose ovvie, si preferisce dire che la violenza "va condannata". Ma ciò che si chiedono, davvero, tutti è altro. Quelle che si fanno tutti sono domande, a cui il ministro per ragioni inspiegabili, non ha ancora dato risposta. Le stesse domande della Donadio: “perché le autorità italiane hanno fallito nel prevenire la violenza? Come ha fatto questa violenza a diffondersi nel clima politico più evanescente in Italia negli ultimi decenni?”.
- STAMPA INTERNAZIONALE: le domande del New York Times
- 15 OTTOBRE 2011: piazza San Giovanni il giorno dopo
- 15 OTTOBRE 2011: i pacifici, gli incappucciati e il male
- 15 OTTOBRE 2011: gli scontri da lontano e lo spaesamento incredulo
- 15 OTTOBRE 2011: la manifestazione, gli indignati e la boria dei governanti
- STAMPA INTERNAZIONALE: il Financial Times e la disperazione di Berlusconi
- DAVANTI AI PALAZZI: gli indignati tra Banca d'Italia e palazzo delle Esposizioni
- DISCORSO ALLA CAMERA: le parole di Berlusconi e gli sbadigli macilenti di Bossi
- FIDUCIA E GOVERNO: il caldo improvviso e i tuareg di Berlusconi
- IL CONDONO: il decreto sviluppo e l'Italia derubata
- BERLUSCONI E LA MERKEL: l'offesa indicibile e gli imbarazzi diplomatici
- NAPOLITANO E LA PADANIA: quel che pensa il Presidente
- POLITICA E VOLGARITA': Berlusconi e la barzelletta sulla mela
- SACCONI E LE SUORE: l'aggressione al linguaggio
- BERLUSCONI E GHEDDAFI: il diario segreto del cameriere di palazzo Grazioli
- NOMI E PARTITI: Forza Gnocca e la provincializzazione delle città
- VOTI E MISTERI: la manovra al Senato e l'apparizione di Dell'Utri
- SFIDUCIA E MONTECITORIO: Romano e la Sicilia come metafora
- LE ESCORT A PALAZZO GRAZIOLI: quello che B. sapeva e le prime scritte sui muri
- POTERE E RESIDENZE: palazzo Grazioli come il Castello di Kafka
- DIARIO DA PALAZZO GRAZIOLI: leggi le puntate precedenti
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Commenti
Scritto da silvia buizza — 19 ottobre 2011 alle 10:27
Buongiorno, sinceramente quello che pensano le redazioni americano non mi interessa assolutamente nienete!!!!!
credo che anche gli americani debbano pensare ai loro criminali e ai loro problemi che negli ultimi anni sono parecchi...
finchè in Italia abbiamo persone dove difendono quei CRIMINALI,(Di pietro è il primo) che "mescolandosi tra la gente comune" non è facile per la Polizia poter prevenire dei disatri del genere; e soprattutto finchè abbiamo una magistratura che "assolve" tutti i delinquenti e condanna le forze dell'ordine (come a Genova nel 2011) credo che non andremo molto avanti.
tutto quello che succede bisogna sempre associarlo alla politica.???.. ma non avete ancora capito che sono proprio quelli dell'oposizzione che organizzano tutto questo?????? pensate veramente che siamo tutti cretini?????? nell'ultimo anno non ho sentito da parte dell'opposizione che: "Berlusconi si dimetta" Berlusconi qua Berlusconi la...... anche a me non piace ma se dovesse cadere il governo cosa ci propone la sinistra????? chi ci governerebbe?????? cosa fanno??? decidono all'ultimo momente nei 2 mesi prima delle elezioni così dopo un anno cade nuovamente il governo???? pensino meno a Berlusconi e propongano qualcosa visto che sono così bravi!!!!!
Scritto da enrico necci — 19 ottobre 2011 alle 11:20
cosa ha fatto berlusconi in tutti questi anni governo cara silvia? Nulla! e ricorda che in tutti i paesi democratici, il bello è che i politici possono stare al potere solo per un poco, qualcuno governa per un po' e poi se ne va, e poi viene un altro. un po' alla destra, e un po' alla sinistra, così nessuno si mette lì ad approffittare troppo alle spalle dei cittadini, Un po' uno , e un po' un altro, e poi un altro ancora... noi non abbiamo bisogno né di "silvio", né di bersani, abbiamo bisogno solo di democrazia, di ricambio, solo così, "vive" la democrazia... questo è quello che pensa chi è in buona fede, si fa un po' per uno, si prova a governare e poi si va via, poi viene un altro, e così via, così accade in tutti i paesi democratici del mondo... hai idea di cosa sia la democrazia?
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