La telefonata tra Berlusconi e Lavitola e la lite tra due amici davanti palazzo Grazioli
Davanti palazzo Grazioli, anche in questo pomeriggio di metà settembre, ce ne sono diverse di persone che stanno a parlare, fitte fitte, al cellulare. E' un continuo bisbigliare. Qualcuno ripete la stessa frase (“Un bacione dottore"), con cui Valter Lavitola avrebbe salutato Silvio Berlusconi al termine dell'ormai leggendaria telefonata in cui il Faraone avrebbe suggerito all'ex direttore dell'Avanti di rimanere lì dov'era. A Sofia, in Bulgaria. Che non si sa mai.
Su via del Plebiscito non c'è l'umidità di domenica, ma non c'è alcun refolo di vento. Appollaiati, come sempre, gli operatori della tele, per raccogliere qualche immagine da dare in pasto ai telespettatori-elettori insieme al dito medio di Umberto Bossi, ormai il gesto pavloviano di un uomo divenuto quasi la caricatura di quel se stesso che già appariva caricaturale nei tempi migliori.
Un uomo, nonostante il caldo, rimane in giacca e cravatta e confabula al telefono proprio sul marciapiede di fronte all'entrata della residenza romana del Faraone. Al di là delle finestre, lassù, in alto, dietro le tende tirate, sempre i soliti preparativi. Si dice che ci siano uomini indaffarati a trovare le risposte giuste alle domande dei giudici. "Quante inchieste", si chiede una donna. A questo punto neppure lei crede più a un complotto dei giudici. “E' tempo di cambiare”, le fa eco un ragazzo che sta lì a guardare il palazzo come se anche solo con quel gesto potesse capire qualcosa di più di Berlusconi e della sua ostinazione. “Persino in Danimarca si sono stufati di chi sta al governo. In democrazia, si fa così, si cambia. Un po' uno, e un po' l'altro”.
Ora la telefonata tra Lavitola e Berlusconi è stata pubblicata. Lavitola, secondo la trascrizione agli atti, avrebbe cominciato subito con un classico “Dottore” e poi avrebbe spiegato dove si trova (“senta sto in Bulgaria sto a Sofia con telefono di qua”), avrebbe condiviso le preoccupazioni con Berlusconi (“se intercettano pure questi che c.. ne so..”) così come farebbero i compari. Il Faraone, dall'altra parte del filo, dall'alto del suo potere, avrebbe detto quello che risponderebbe chi ha dimestichezza con questi affarucci e che ha la mansione di tranquillizzare (“Sono tutte cose che non esistono e su cui io scagionerò naturalmente tutti”).
Due donne, con delle buste, passano di fretta davanti a palazzo Grazioli ma neppure gettano uno sguardo. Sembrano preoccupate. Due uomini, un poco distanti, con due cani, verso piazza Venezia, litigano ad alta voce. “Tu Berlusoni lo hai votato, io no! Questa è una bella differenza”. Litigano su questioni politiche, davanti a tutti, come non si vedeva fare da anni. Parlano anche loro della telefonata tra Lavitola e il Faraone.
Nella trascrizione della telefonata il Faraone avrebbe ripetuto il tormentone della generosità (“Ecco comunque insomma io non quando posso aiuto quando non posso non aiuto e quando aiuto sono contento di poter aiutare... tutto qui”) senza neppure preoccuparsi del fatto che fare passare di mano contante, in cifre superiori ai 2.500 euro, è un reato secondo le norme della tracciabilità delle transazioni. I due stanno ancora lì. Nessuno dei due vuole demordere. Discutono senza preoccuparsi. Né dei cani, né di chi gli passa vicino.
“Ma la vuoi finire? E poi che ci sarebbe di grave in questa telefonata?” ha detto a un certo punto quello che difendeva il Faraone con la stizza di chi vuole chiudere la questione. “Ma non l'hai letta? A un certo punto Lavitola gli dice 'Senta vabbe' io sono fuori a sto punto...' e sai cosa gli ha risposto Berlusconi? Lo sai che gli ha risposto?”
L'altro è parso stufato, quasi sorpreso dalla pochezza dell'argomento, come se ormai nulla potesse sfiorarlo. “E cosa gli avrà potuto dire? Ma finiscila co' sta storia!” E a quel punto ha preso il cane e se ne è andato. L'altro non ha potuto neppure dire quel che il Faraone, dall'altro capo dell filo, aveva detto senza neppure rendersi conto della gravità di quel che diceva (“E resta lì. E vediamo un po'”).
- DIARIO DA PALAZZO GRAZIOLI: leggi le puntate precedenti
- COMUNICAZIONI INTERNAZIONALI: la trascrizione della telefonata tra Berlusconi e Lavitola
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