Il rifiuto dell'Arcuri e l'agonia di Berlusconi l'imperatore libidinoso

di Antonio Carbone — 16 settembre 2011 — 1 commenti

Secondo le indagini, sono almeno trenta le ragazze condotte da Tarantini nelle residenze del presidente del Consiglio. Began, in particolare, avrebbe portato a palazzo Grazioli tre ragazze tra il 30 agosto e il 6 settembre del 2008 di cui almeno una si sarebbe prostituita con Berlusconi. C'e anche Manuela Arcuri tra le donne che Tarantini voleva far prostituire. Secondo i magistrati, avrebbe cercato di indurla ''a prostituirsi in favore di Silvio Berlusconi, promettendole che egli l'avrebbe favorita per la conduzione del festival di Sanremo, non riuscendo a portare a termine il suo proposito a causa del rifiuto opposto della stessa''.

Uscita di sicurezza. Spulciando tra i libri esposti sulla bancarella di piazza della Repubblica stamattina, l’occhio è caduto sulla copertina arancione della raccolta di scritti autobiografici di Ignazio Silone. L’ho presa in mano – si tratta di un’edizione Valsecchi del 1965 - l’ho sfogliata e subito dopo il pensiero è andato a lui. All’erotomane, così come qualcuno a cominciato a chiamarlo sulla scia dell’inviato del New York Times che solo tre giorni fa ha parlato di Silvio Berlusconi come dell’imperatore libidinoso. E come si fa dargli torto dopo queste ultime rivelazioni?

''Dalle carte non ho nulla da temere''. Le cronache raccontano che è questa la frase con cui Silvio Berlusconi ha provato a rassicurare tutti i parlamentari che ieri fino a tarda sera, sono andati a trovarlo a palazzo Grazioli, continuando a ribadire il suo rifiuto al colloquio con i pm di Napoli. Ma la preoccupazione dei fedelissimi sembrerebbe aver superato il livello di guardia. E’ difficile andare ogni giorni in televisione a raccontare che credeva veramente che Ruby fosse la figlia di Mubarak o che i soldi a Tarantini li abbia dati solo per generosità. Anche per questo sta prendendo piede davvero la possibilità una exit strategy. Un’uscita di sicurezza, appunto, da offrire al Presidente del Consiglio per risolvere questa situazione insostenibile anche per l’Europa, considerata la ricaduta sui mercati della mancanza di fiducia di cui gode da tempo il nostro paese.      

E’ un settembre anomalo. Strano. Fa ancora molto caldo, si suda come d’estate. Scendendo su via Nazionale la città e la gente che passa ti appare come sempre: moderatamente laboriosa e almeno in apparenza felice. L’incubo di fare la fine della Grecia sembra ancora non essere preso sul serio. Come se tutti fossero convinti che poi alla fine ci sarà sempre qualcuno che verrà a toglierci dai guai. Ma se li guardi con più attenzione e ti servi di quella sorta di sesto senso di cui hai bisogno per capire anche dai segnali apparentemente più insignificanti l’umore della persona che ti sta vicino ogni giorno, ti rendi conto che è come se, a poco a poco, si stesse abituando a convivere con una doppia verità. A sopportarla facendo quasi finta di niente per dissimulare l’umiliazione.

Commenti

  1. Scritto da giuliana17 settembre 2011 alle 08:33

    leggendo attentamente le notizie, le intercettazioni e le testimonianze non sembra proprio che la Arcuri si sia rifiutata.. tutt'altro... sembra piuttosto che abbia mercanteggiato per essere sicura di ottenere quel che gli si prometteva...

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