Il ministro Saverio Romano, la mozione di sfiducia, la Sicilia come metafora e la specie aliena

di Antonio Carbone — 29 settembre 2011 — 1 commenti

Erano le sei passate quando ieri sera ho attraversato piazza Montecitorio. In aula era ancora in corso il voto sulla sfiducia al ministro per le Politiche agricole Saverio Romano, accusato di concorso in associazione mafiosa. Voto che poi è finito come sappiamo e cioé con 315 contro e 294 a favore. All'interno il clima era surriscaldato, raccontava chi usciva alla spicciolata. Ma anche fuori, non scherzava. Faceva caldo come a Palermo. Via del Corso sembrava via Roma.

La Sicilia come metafora. Nella libreria Feltrinelli, sotto la galleria “Alberto Sordi”, il libro di Leonardo Sciascia non sono riuscito a trovarlo. “Si tratta di una vecchia edizione Mondadori da annni esaurita e non più ristampata” mi ha detto l'addetto a cui ho chiesto lumi che poi mi ha coinvolto in un discorso appassionato: “la vita dei libri si accorcia ogni giorno di più. Fino a qualche tempo fa era di tre mesi, ora dura anche meno”. Sono uscito un po' deluso. Pensando ancora a Sciascia e alla sua idea della Sicilia come metafora. Che cos'è esattamente, una metafora?

Intanto il caldo e l'afa non accennava a diminuire. Per un attimo mi è sembrato che questo continuo innalzamento delle temperature non lasciasse più vie di scampo. Costringendoci, per non estinguerci, a un veloce adattamento oppure a seguire il destino di certi uccelli e cioé a  una migrazione verso altre latitudini. Mettendo nel conto, naturalmente, tutti i rischi: il viaggio, la fatica e la possibilità di sbagliare rotta. Ma anche, una volta arrivati a destinazione, di non adattarsi neppure lì. Finendo in questo modo per essere considerati una specie aliena.

Commenti

  1. Scritto da Antonio29 settembre 2011 alle 09:54

    "Sono loro che se ne debbono andare non io. Resto per aiutare a educare le coscienze dei giovani che dovranno affrontare il difficile compito di liberarsi dalle menzogne che gli hanno fatto credere. Senza qualcuno che dica loro la verità, sarà impossibile ricostruire questo Paese in modo democratico" Cosi oggi lo scrittore algerino, Boualem Sansal, sul Corriere della Sera a proposito del suo Paaese.

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