Berlusconi, le escort, quel che sapeva, il Riesame di Napoli e le scritte sui muri
Sui palazzi del centro di Roma cominciano a comparire le prime scritte contro Berlusconi. Anche a piazza Capranica, proprio a due passi da Montecitorio e da Palazzo Chigi, lì dove il Faraone prova a mettere gli argini alla sua caduta ineludibile. Ora è arrivata anche l'ordinanza del Riesame di Napoli. Silvio Berlusconi, dice, era “pienamente consapevole” del fatto che le donne portate a casa sua da Gianpaolo Tarantini erano delle prostitute. Insomma sapeva bene la natura delle prestazioni di cui avrebbe usufruito come 'utilizzatore finale'. Quanto al giro di tutti quei soldi, per Silvio Berlusconi, dicono i giudici di Napoli, è valida l'ipotesi di un reato di istigazione a rendere dichiarazioni mendaci all'autorità giudiziaria. Un altro reato. Altro che generosità.
Davanti Montecitorio intanto sono arrivati i lavoratori di Termini Imerese. Hanno sulle spalle zaini con la scritta Fiat e una sporta bianca con un po' di cibo. Hanno facce scavate dal sole e dalla fatica. Si vede che sono stanchi per il lungo viaggio e per le preoccupazioni. Quanto è diversa la loro espressione rispetto a quella del Faraone. Nel pomeriggio forse qualcuno gli concederà l'onore di un incontro al ministero dello Sviluppo Economico. Berlusconi ha altro da fare. Qualche giorno fa ha ricevuto la signorina Sabina Began. Oggi, quello che è ancora, nonostate tutto, primo ministro del governo italiano, ha un incontro con Tremonti a palazzo Grazioli. Una resa dei conti? Un patto tra avversari? Davanti al portone ci sono sempre i giornalisti schierati per immortalare i volti, le dichiarazioni. Ancora un giro di valzer per tutti.
Domani proprio a Montecitorio ci sarà il voto sulla mozione di sfiducia nei confronti del ministro delle Politiche agricole Saverio Romano. C'è una richiesta di rinvio a giudizio per concorso in associazione mafiosa. Di sicuro, chi di dovere si preoccuperà che tutte le cose vadano posto. Ma il Faraone, anche questa volta non lo farà per generosità, quanto piuttosto per disperazione. Una disperazione per nulla umana e mai così tanto diversa da quella di tutti noi altri.
Fa ancora caldo davanti alla Camera dei Deputati. Anche se ieri ha piovuto un poco. Resta ancora un'afa insistente. Gli operai di Termini Imerese sono ancora ad aspettare. Poco distante qualche parlamentare del centro-destra, mentre parla a una troupe televisiva, si ostina ancora a riesumare il paravento di un “attacco giustizialista”. I giudici e la politica. Le contrapposizioni costruite ad arte per illudere se stessi, e la propria coscienza, che Berlusconi sia estraneo a tutto questo.
Il tempo passa ancora. La luce si fa un meno assoluta e bianca. Ormai è chiaro a tutti. Il Faraone, ancora più incattivito e cupo, rabbioso e invecchiato, farà di tutto per evitare la propria fine. Ma non ci sarà bisogno di alcun giudice e di alcuna ordinanza. Non ci sarà nulla da fare. Il tempo, anche per lui, ora che anche la Chiesa comincia a uscire dal suo guscio di parole mai dette, sta cominciando a finire davvero.
Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
- DIARIO DA PALAZZO GRAZIOLI: leggi le puntate precedenti
- TRIBUNALE DEL RIESAME DI NAPOLI: il testo dell'ordinanza su Repubblica (.pdf)
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Commenti
Scritto da gennaro — 4 settembre 2012 alle 21:19
fanno shifo tutti
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