La visita del Papa in Spagna, la giornata mondiale della gioventù, le spese del Vaticano e la crisi tra Roma e Madrid
Forse la Spagna negli ultimi anni è diventata meno cattolica o forse è solo colpa semplicemente della crisi. Sta di fatto che mentre continuano ad arrivare a Madrid i pellegrini in attesa della visita del papa prevista per domani, monta la protesta soprattutto per i costi – si valuta che la spesa per l’evento si aggiri intorno ai 100 milioni di euro mentre nel paese c'è un esercito di 5 milioni di disoccupati - e a essere contrari non sono solo gli indignados ma anche rappresentanti del clero.
120 sacerdoti, tra quelli più attivi tra la povera gente tra cui padre Eubilio Rodriguez, hanno sottoscritto una petizione per manifestare il proprio disappunto. Dal Vaticano fanno sapere di non essere sorpresi o preoccupati per queste proteste, facendosi forti dei migliaia di giovani che sono felici di dare il benvenuto al Papa. E liquidano la polemica sui costi come espressione della naturale vita democratica del paese. Anche da queste dichiarazioni si intuisce la distanza tra il sentire comune dei tanti fedeli che anche oggi, nonostante il sole e la calura arrivano a piazza San Pietro da ogni parte del mondo, e la Chiesa. “Sarebbe stato meglio se invece di spendere tutti quei soldi, il Papa avesse deciso di fare un semplice viaggio a Lampedusa ad accogliere le persone che sbarcano in condizioni disumane e che lo Stato italiano continua a considerare dei clandestini. E’ lì che dovrebbe essere in questo momento il Papa” mi dice una giovane suora - che preferisce mantenere l’anonimato - mentre aspettiamo che il semaforo diventi verde davanti Castel Sant’Angelo.
Intanto nell'attesa delle proteste di laici e indignados e nel timore di un possibile attentato, Madrid ha cominciato a blindarsi. Una grande manifestazione è convocata per oggi nel cuore della città da 140 associazioni laiche e di sinistra al grido "De mi impuestos, al papa cero" (Delle mie tasse, zero al papa). La tensione ha già provocato qualche incidente. Le elezioni del 22 novembre si avviciano e la Spagna nonostante i grandi cambiamenti del dopo-Franco e le svolte degli anni Zapatero è alla vigilia di un voto cruciale. In tutto questo mentre qui in Italia il cuore di Berlusconi gronda sangue, si fa per dire – dopo l’immagine dell’unto dal signore solo quella del martirio gli può dare ancora un po’ di popolarità - e la Chiesa ha manifestato preoccupazione solo per le famiglie. Mentre aumenta il numero di divorzi e molte coppie sono disposte persino a rivolgersi al tribunale rumeno per evitare lunghi anni di attesa e spendere di meno.
- LA GIORNATA MONDIALE DELLA GIOVENTU': il sito ufficiale Madrid 2011
- IL PAPA E LA STAMPA INTERNAZIONALE: la protesta dei sacerdoti spagnoli sul New York Times
- RATZINEGER IN SPAGNA: la cronaca su El Pais
- MAGAZINEROMA E VATICANO: gli articoli in archivio
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Commenti
Scritto da Francesca — 17 agosto 2011 alle 09:15
"Sei giorni prima della Pasqua, Gesù andò a Betània, dove si trovava Lazzaro, che egli aveva risuscitato dai morti. E qui gli fecero una cena: Marta serviva e Lazzaro era uno dei commensali. Maria allora, presa una libbra di olio profumato di vero nardo, assai prezioso, cosparse i piedi di Gesù e li asciugò con i suoi capelli, e tutta la casa si riempì del profumo dell’unguento. Allora Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che doveva poi tradirlo, disse: "Perché quest’olio profumato non si è venduto per trecento denari per poi darli ai poveri?". Questo egli disse non perché gl’importasse dei poveri, ma perché era ladro e, siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro. Gesù allora disse: "Lasciala fare, perché lo conservi per il giorno della mia sepoltura. I poveri infatti li avete sempre con voi, ma non sempre avete me". Intanto la gran folla di Giudei venne a sapere che Gesù si trovava là, e accorse non solo per Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva risuscitato dai morti. I sommi sacerdoti allora deliberarono di uccidere anche Lazzaro, perché molti Giudei se ne andavano a causa di lui e credevano in Gesù".
Leggendo l'articolo mi sembra di essere catapultata nelle pagine del vangelo di Giovanni...
Peccato che chi parla e si sdegna è quello che alla fine tradisce Gesù, spero che non sia così anche per questi manifestanti ...
Scritto da marco — 19 agosto 2011 alle 16:44
ahaha forte sapere che gesù se ne sbatteva dei poveri
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