Gheddafi nel bunker, la fine del rais e le cupe intenzioni di Berlusconi

di Antonio Carbone — 23 agosto 2011 — 1 commenti

Deve essere il caldo, l’afa, il traffico diradato, ma in questi giorni qui a Roma persino il colpo di cannone che esplode a mezzogiorno al Gianicolo si avverte più forte e minaccioso, lasciandoti per un attimo nell’angoscia. Come se, subito dopo, t’aspettassi un tintinnar di sciabole o qualcosa del genere. Del resto in Italia è sempre d’agosto che si è provato a forzare la mano. Poi, non appena ti rendi conto che era a salve quel colpo e accendi la radio per avere una ulteriore conferma che tutto procede come al solito, sei  già preso da ciò che accade neanche tanto lontano dai nostri confini: in Libia Gheddafi non è ancora caduto e per giunta non si sa bene dove si nasconda o semplicemente si mimetizzi come un camaleonte, convinto a vender cara la pelle. 

Non è dato sapere il momento preciso in cui un uomo decide che la sua fine debba coincidere con quella di ciò che gli sta più cuore: fidanzata, moglie, figli o Paese che sia. Le cronache sono piene di uomini, appunto, che pur di non accettare una separazione preferiscono farla finita dopo aver privato la vita anche a chi gli sta accanto; così come la storia pullula di personalità politiche che pur di non dimettersi sono pronti a tutto, preoccupandosi poco delle conseguenze del loro accanimento sul Paese che si trovano a governare. Gheddafi è solo l'ultimo della lista. E certamente non è un tratto che contraddistingue solo i dittatori. E' qualcosa che spesso finisce per caratterizzare anche chi governa democraticamente con una più o meno accentuata vocazione autoritaria.

Da quando è scoppiata la primavera araba abbiamo assistito a questa escalation che dalla caduta di Mubarak in Egitto è arrivata fino alla fine di Gheddafi che stiamo seguendo in queste ore, passando per le crudeltà del regime di Bashar Al Hassad che in Siria non accenna ancora ad arrestarsi, mentre qui da noi un governo sempre più debole e impopolare per i numerosi casi di corruzioni ha continuato a negare la gravità della crisi economica. Arrivando solo a metà agosto a varare una manovra perché costretto dalle pressioni della Cancelliera tedesca Angela Merkel, dal Presidente francese Nicolas Sarkozy e dal Presidente della Bce Jean-Claude Trichet. E in questa occasione il nostro Presidente del consiglio ha avuto l'impudenza di dire di aver fatto il possibile per fare fronte all'attacco degli speculatori. Tralasciando ovviamente di dare spiegazioni sull'immobilismo passato, così come guardandosi bene dall'accogliere l'invito da parte di tutti a dimettersi per il bene dell'Italia.

Anche in questo caso è possibile intravedere qualcosa di sintomatico. Ovviamente saranno gli storici a verificare la bontà dell'ipotesi. Sta di fatto che proprio in questo agosto bollente in cui avrebbe tutti i motivi per passare alla storia con un gesto solenne - come quello di Nixon dell'agosto del 1974 - Berlusconi non solo non si dimette ma con la stessa disinvoltura con cui lo omaggiava, ora invita Gheddafi a “porre fine a un’inutile resistenza e a risparmiare ulteriori sofferenze al suo popolo”.

Intanto se l’afa non ti dissuade dall’andare avanti e proseguendo nel tuo giro ti trovi a passare dalle parti di via del Plebiscito, palazzo Grazioli ti appare più angusto del solito e  hai la sensazione che il suo principale inquilino se non sia di fretta scappato, abbia scelto di mimetizzarsi. In modo che agli occhi degli italiani non possa essere associato all’immagine del Presidente del consiglio responsabile di questa manovra economica che è stato costretto in tutta a fretta ad accrocchiare. A che altro gli serve farsi vedere in pubblico in quell'improbabile giacca nera sbottonata, sotto la quale indossa una altrettanta improbabile camicia nera aperta? L'ultima apparizione è stata domenica in tribuna per assistere alla partita Juventus-Milan che si è giocato nell'ambito del torneo che si tiene in onore del padre.

Anche questa sarà materia per gli storici o dei semiologi esperti del discorso e del corpo pubblico. Toccherà a loro indagare per cercare di capire se sia un caso la scelta di un abito così funereo e cupo, oppure risponde a una ragione precisa. Quasi un presagio di ciò che ci aspetta.

Commenti

  1. Scritto da Antipdl24 agosto 2011 alle 13:54

    Ma in Italia abbiamo dei governanti ?????? chi sono, non ho senito parlare negli ultimi 17 anni che di uno pseudopremier incapace e ben pensate solo per gli affaracci suoi. Di politica VERA non ha saputo fare nulla, anzi ha rovinato tutto quello che ha trovato. Poi d'incanto s'e' svegliato e dopo anni di negazione ha detto "c''e la crisi", Se questo e' un politico e' meglio cambiarlo immediatamente, non e' in grado di governare una nazione !!!

Scrivi un commento

Anteprima del commento