Le Mura Aureliane a Roma d'estate, la falesia e il periplo della guardia costiera

di Antonio Carbone — 24 luglio 2011

E' nei pomeriggi d'estate che le Mura Aureliane perdono definitivamente l'aspetto di manufatto, seppur ridotto a rudere, e finiscono per assumere quello di una falesia o di una scogliera. Viene quasi spontaneo allora osservarle con l'occhio di chi ritornando al solito lido ne valuta l'erosione: quanta spiaggia questa volta si è mangiata il mare?

Viale Pretoriano, viale Castro Pretorio, viale del Policlinico... Appena oltre le mura-scogliera ci sono le case e  i palazzi dei più fortunati. Vista mare. Ora barricati dietro le tapparelle abbassate per il sole ma che nei giorni d'inverno, quando il cielo improvvisamente cade a piombo, da dietro i vetri assistono all'arrivo della burrasca. Con la mente puntata vero l'orizzonte per  tentare di intravere coloro che non  hanno fatto in tempo a rientrare in porto. I meno fortunati.

Naufraghi, relitti alla deriva, suppellettili strappate alle onde. Parole indecifrabili. Ricordi indicibili. E' questo ciò che restiuisce il mare, non appena si calma. E così che puntualmente ogni passeggiata lungo le mura, diventa simile al periplo di una guardia costiera che non rinuncia mai a lanciare l'allarme.

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