L'incendio alla stazione Tiburtina, la circolazione dei treni e il sindaco Alemanno

di Antonio Carbone — 24 luglio 2011

“Ah, ma è qua, a vederlo in televisione sembrava più grande!” così una donna commenta col marito, osservando da lontano il punto dal quale si è sviluppato l'incendio. “Alle due si vedevano ancora le fiamme” poi aggiunge. Giornalisti, cameraman, curiosi. Sono tutti dietro la linea gialla che delimita la scena del crimine. Anche loro guardano piuttosto stupiti il fumo che ancora si alza verso il cielo. Con lo stesso fatalismo con cui si osserva l'ultimo fumo che fuoriesce dal vulcano dopo l'eruzione. Come se quella che si trovano davanti non fosse una stazione terminata da poco e quindi, si presuppone, dotata di un normale sistema antincendio ma una vecchia cascina in cui basta una scintilla perché tutto vada a fuoco: stalla e bestie.

Oltre la linea gialla ci sono i carabinieri, i vigili del fuoco, gli addetti della protezione civile e un piccolo gazebo su cui la scritta “Frecce rosse. Alta velocità” appare adesso persino grottesca. Un ferroviere si sforza di fornire informazioni a chi è arrivato sperando ancora di poter partire. La scena sembra quella di fronte alla quale ci si trova dopo un terremoto. O un'altra calamità naturale. Il problema è che qui si tratta invece di incendio. Troppo presto per fare ipotesi e persino per escludere il dolo.

Dal ponte della Tiburtina la situazione è ancora più surreale. I treni non passano. Passa invece la gente a piedi, non sapendo ancora se la metropolitana ha ripreso a funzionare. Passa e butta un'occhiata. Commenta, ognuno dice la propria. Così come i due vecchietti che osservano da dietro la rete il cantiere del lato della stazione ancora in costruzione. Forse non è la prima volta che lo fanno. E in tutto questo il sindaco di Roma - di Roma Capitale - come è scritto sulle auto dei vigili urbani, appostati davanti ad ogni svincolo per deviare il traffico, che fa? Che cosa pensa? Ha qualche pensiero, idea, o persino riflessione da fare, diversa da quella dell'uomo della strada?

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