Greenpeace al Colosseo contro il nucleare, come votare ai referendum del 12 e 13 giugno e i pensieri dei cattolici
Mancano ora solo un paio di giorni. Poi si deciderà tutto. Un quieto azzurro ha tolto dal cielo le nubi irrequiete dei giorni scorsi. Il clima sembra più asciutto. Questa mattina i volontari di Greenpeace hanno deciso di srotolare le loro intenzioni gialle e nere sul corpo arcaico del Colosseo. Visti da qui sotto, con i loro cappellini, sembrano dei piccoli omini. Eppure non lo sono. Tutt'altro. Vogliono fermare il nucleare. E vogliono ricordare a tutti che domenica 12 giugno e lunedì 13 giugno si va a votare. Ciascuno può dire la sua su quale energia vuole per sé, per i suoi figli, per questo spicchio di civiltà che è l'Italia. Del nucleare si può fare a meno.
Lo striscione giallo. La scritta nera. Italia ferma il nucleare. Vota sì. I turisti guardano con curiosità. Una spagnola spiega al padre di cosa si tratta. Lei sa tutto. Più di qualche italiano distratto o ingannato. Ingenuo, in buona o mala fede. Più di tutti gli italiani che in questo fine settimana preferiranno andare al mare. Quegli italiani che hanno già dimenticato, o a cui hanno fatto dimenticare, la tragedia gelida di Fukushima. I drammi atomici di Chernobyl. Le paure notturne. Le inquietudini che prendono d'improvviso la forma di nuvola sfuggente e particelle invisibili. Le scorie che non si smaltiranno mai. L'avventatezza di chi preferisce fare grandi affari con la costruzione delle centrali nucleari, da sole sono commesse che non hanno pari in termini di fatturato, che interrogare se stesso sui limiti dell'uomo. Su quello che è meglio non fare.
Due ragazze giapponesi si fanno ritrarre con il Colosseo sullo sfondo. Il cappellino in paglia. Un bicchiere colorato. Un pupazzino. La magliettina fuxia. E' probabile che non capiscano cosa c'è scritto lì sopra. Eppure per loro la paura nucleare è qualcosa che hanno dentro. Da quelle bombe gettate su Hiroshima e Nagasaki fino a Fukushima. In questa giornata di sole è bello vederle serene, ignare di quel significato. E' bello vederle sorridere e pensare a cosa fare oggi. Senza pensare a nulla. Loro, almeno per qualche giorno, possono distrarsi.
Noi, è meglio che stiamo attenti. I ragazzi di Greenpeace proprio sotto al Colosseo hanno srotolato un altro cartello. C'è scritto sopra: I pazzi siete voi. Il nucleare non è il nostro futuro. Silvio Berlusconi di queste cose non parla. In fondo a lui, del futuro del Paese, non interessa nulla. Lo ha dimostrato ogni giorno della sua improvvida carriera politica. Ha detto che non andrà a votare. Ancora una volta si è mostrato un uomo politico incapace di dare a un Paese meritocrazia, crescita e opportunità.
Fermo a una ringhiera c'è un uomo di chiesa. Non più di quarant'anni. Osserva il Colosseo. Guarda lo striscione. Sembra pensieroso. Il Papa ieri ha detto quel che doveva. Per Papa Ratzinger l'uomo deve scegliere energie e tecnologie che non siano pericolose. L'uomo, sembra aver detto, deve fare a meno del nucleare. Domenica 12 giugno e lunedì 13 giugno saranno i cattolici a decidere se ci sarà o meno il quorum per i referendum. E' forse arrivato il tempo, anche per loro, di dimostrare davvero se hanno a cuore o meno il futuro di questo Paese, di ciascuno di noi e di chi verrà dopo di noi.
Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
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