La statua di Papa Wojtyla Giovanni Paolo II davanti alla Stazione Termini e le due donne su piazza dei Cinquecento
Ferme, rigide, spesso con la testa abbassata, le vere statue sono loro. Sedute su un secchio di plastica, oppure completamente sdraiate sul suolo. Protette dal sole e dalla pioggia solo da un ombrello, cosi ampio che ricorda quello dei pastori, le vere statue sono proprio loro. Avvolte in coperte tenute come mantelle con una spilla da balia chiusa sotto la gola, non chiedono neppure più l’elemosina, sembrano solo impegnate a resistere. Indurite, callose, con la sola presenza costringono chiunque esca dalla stazione e si avvia su piazza dei Cinquecento a riflettere su ciò che continuamente viene rimosso.
Con le loro masserizie da nomadi fino a pochi giorni fa stazionavano proprio lì, dove c’è adesso quella statua mastodontica di Wojtyla. Le avranno costrette ad allontanarsi così come probabilmente si effettua un sgombero di una casa con l’ausilio dell’ufficiale giudiziario. Da dove si trovano, con la solita indifferenza con cui vedono sfilare fiumi di persone a tutte le ore, avranno assistito all’inaugurazione in presenza del ministro delle infrastrutture Matteoli, il cardinale vicario di Roma Agostino Vallini e del sindaco Alemanno che subito dopo si è lasciato andare solo a un laconico commento. “Suggestiva” ha detto con lo stesso imbarazzo con cui spesso all’uscita dello spettacolo delle quattro qualche anziano che non ha capito molto di ciò che ha appena visto liquida il tutto con un “carino”.
Ci deve essere un motivo per cui, fatta qualche eccezione ovviamente, l’arte sacra a partire dal Novecento ha perso tutta la forza di un tempo, tradendo in alcuni casi tutto la propria goffaggine nel tentativo di alludere alla spiritualità. Il Sud è pieno si statue di padre Pio, imbarazzanti. Ce ne è una in una rotonda non appena si arriva a Benevento che è un pugno nell’occhio.
Stamattina sono uscito un quarto alle otto per arrivare prima che si trasfigurassero. Col tempo - ci passo ogni giorno - mi sono fatto l’idea che il momento migliore per fotografarle sia proprio questo, un attimo prima che la luce abbagliante le renda lignee, scure. E quindi giottesche. Una donna, probabilmente una pendolare, si è avvicinata a una delle due, si è piegata e con fare familiare ha poggiato una mano sulla sua spalla. Le avrà sussurrato qualcosa o forse si è limitata a chiederle soltanto come stava perché lei ha annuito con la testa. Poi la donna se ne è andata.
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Commenti
Scritto da aurelia — 20 maggio 2011 alle 19:11
fa penna quella statua sicuramente un artista raccomandato è stato pagato molto bene ....ma in verità credo che papa wojtyla si gira nella tomba per quanto combina questi snobi sopra la vita sua
Scritto da rox — 21 maggio 2011 alle 08:20
ora basta, se voleva essere uno scherzo è durato già troppo....ed è stato di pessimo gusto!!! rimuovete questo orrore e bonificate la zona! Questa è un offesa al grande Giovanni Paolo II.
Scritto da ugoleiro — 23 maggio 2011 alle 10:48
Alemanno ha detto 'bella e suggestiva':
forse perché la statua assomiglia a MUSSOLINI col cappotto da tedesco !
Cmq dopo il MAPPACUBO di Carraro, il SIRINGONE (obelisco di luce a Termini) ed il MONOLITO tipo Odissea 2001 (sopra imbocco Galleria Giovanni XXIII - Pineta Sacchetti) di San Walter Veltroni
e i DOLMEN di Rutelli per i caduti di Nassirya,
è chiaro che la classe politica romana FA SCHIFO
come le statue-accrocco che ci propina.
Scritto da bobbie — 18 agosto 2011 alle 14:26
E' un incrocio tra Il Frankenstein di Mel Brooks e Batman
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