Da Campo dei Fiori a Trastevere, il mago Guarda e l’incantesimo dei suoi improbabili numeri

di Francesca Pedrollo e Antonio Esposito — 16 maggio 2011 — 2 commenti

Ci sorprendeva in metropolitana mentre noi, in un sonno svogliato, ciondolavamo attaccati alle maniglie. Prima ancora del corpo era la voce: all’apertura delle porte l’esclamazione “Guarda” rimbombava nel vagone come un suono che veniva da lontano, da un luogo indefinito, chi parlava dell’India, chi del Bangladesh o Pakistan, e noi ci risvegliavamo per entrare in una realtà onirica.

L’altra sera, mentre ero a cena a Trastevere, la magia si è ripetuta. L’ho risentito alle spalle e subito mi sono illuminata, come se non fossero passati venti anni o meglio come se, pur passati, il rito, proprio perché tale, si compiesse allo stesso modo. Arriva nella notte,  non sai da dove, comincia a parlare e a gesticolare, molti iniziano a sorridere riconoscendo quella nenia, altri, riottosi, subito sono conquistati dall’ingenuità e dalla leggerezza.

“Non è più lui”, sentivo dire nei tavoli accanto , “E’ troppo giovane”. Tante facce diverse per un unico moderno saltimbanco che vaga tra le osterie, le piazze e i locali di Trastevere, Campo dei Fiori, San Lorenzo. Il Mago Guarda, ormai diventato personaggio rappresentativo di Roma, al di là della sua esistenza fisica, ha conquistato negli anni quella fissità che ti rassicura, come se fosse la tua guida, ormai non più misteriosa,  verso un mondo incantato.

Si ha lo stesso effetto che può avere un’immagine simbolica, i gesti sono stereotipati, i tratti esotici del volto sono ingentiliti da una strana parrucca che, a un certo punto, verso la fine, si toglie con stanco entusiasmo. Sai già quale è la scaletta, il numero del bastone, della ghigliottina e l’esclamazione del pubblico tra lo stupito e il divertito. Si aggiunge qualche numero improbabile ma nella sostanza quelle espressioni, quei tormentoni, con la loro semplicità, fanno ormai parte del nostro immaginario, e, senza volerlo, non vedi l’ora che, ancora una volta, venendo alle spalle, possa dire “Guarda 1, guarda 2, guarda …3!”

  • Testo di Francesca Pedrollo e disegni di Antonio Esposito

Immagini

Commenti

  1. Scritto da Angela17 maggio 2011 alle 10:24

    I disegni sono strepitosi e il racconto descrive una realtà piena di nostalgia e tenerezza.
    Complimenti.

  2. Scritto da alessandro30 agosto 2011 alle 13:48

    è ormai uno show ancorato nella capitale da quasi 20 anni con la differenza però che il mago guarda non è il primo che è sbarcato a Roma. Ebbene si, sta di fatto che il primo mago da quando riusci non si sa come al Maurizio Costanzo Show,probabilmente la sua fama lo portò a sparire.
    Comunque anche quest'ultimo si è fatto apprezzare.
    ciao a tutti
    Ale( di Roma nord)

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