Berlusconi non compra più la villa di Lampedusa e una coppia siciliana litiga davanti palazzo Grazioli

di Federico Pace — 7 aprile 2011

Davanti palazzo Grazioli oggi batte un sole assoluto e crudele. Dentro il Castello la luce però arriva priva di vita. Colpa dell'indifferenza verticale delle tende, del grigio rumore dei passi nei corridoi e delle trame di sempre. Fuori, invece, la vita batte i tacchi sul selciato, passa veloce sugli autobus, odora di smog e parla con la voce di tre giovani donne. Sussurrano appena e, dietro gli eterni occhiali da sole, sembrano svelarsi cose che solo loro sanno. Stanno nel cerchio delle loro confindenze. E non sembra esistere null'altro. Vicina a loro, una donna avanti con l'età dice al marito della villa di Lampedusa. E' piccolina, bionda e pare arrampicarsi su due scarpe dai tacchi alti. Hai sentito? chiede al marito, Poi Berlusconi non l'ha comprata la villa? Parla un po' in dialetto. E' siciliana e parla della residenza di Lampedusa, Le Due Palme, quella che il Faraone aveva detto ai lampedusani di avere preso di slancio. In una notte in cui non sapeva cosa fare. Il marito, siciliano pure lui, è parso stizzito. Ma che dici? Sei comunista pure tu adesso. Un po' scherzando, e un po' no. Ma no, perché? Aveva replicato lei. L'ha detto la televisione. Pure Mieeeli. Aprendo e allungando le "e" come solo i siciliani, e le siciliane, sanno fare.

Sembra che la villa sia stata edificata su un terreno demaniale. E' abusiva. E che per questo il Faraone non l'abbia comprata. Eppure i proprietari hanno assicurato che è tutto regolare. Ad ogni modo, ha detto Berlusconi, mentre Ghedini continuava a dire che l'affare era cosa fatta, ne comprerò un'altra. Ha promesso ancora. Si tratta sempre di rilanciare. Tanto, poi, chi vuoi che controlli. La coppia siciliana, allora, si è fermata all'angolo con via della Gatta e si è messa a fare delle foto a palazzo Grazioli. La donna in posa, per prima. E poi l'uomo. Poi hanno chiesto anche a un ragazzo di fotografarli insieme. Se il Faraone avesse saputo, sarebbe sceso lui stesso a schiacciare quel pulsante. Un regalo alla mia bella coppia siciliana. Avrebbe detto così. Un altro sorriso forzato, uno di quelli incupiti e rabbiosi che gli vengono sempre più frequenti di questi tempi. E avrebbe pensato di avere sistemato un'altra cosa.

Invece Berlusconi non ha fatto in tempo a vedere i due. Tanto che, dopo che si sono fatti la foto hanno ripreso a bisticciare. Lei a insistere. L'ho visto ieri, Paolo Mieli è giornalista serio. Io ci credo. Cosa vuoi che vada a dire bugie su Berlusconi. Sempre in siciliano, un po' languida, un po' insinuante. Ma quello che vuoi che dice, ha risposto lui. La rabbia deve essergli cominciata a crescere per quel che diceva quella donna che le era stata vicina per una vita e ora sembrava non dargli più retta. Quello è uno che non ne sa niente, ha ripreso l'uomo. Lascia stare la televisione che ti sta rincretinendo, con tutte queste trasmissioni che ti guardi. Ma che vuoi sapere tu? Che vuoi sapere? Alzando sempre di più la voce. Ma io, ha ripreso lei un po' esistante, questo ho sentito, l'ho letto pure sul giornale. Berlusconi ha detto una bugia, dice che ha...Ma la moglie non ha fatto a tempo a finire con la questione delle dichiarazioni viste al programma tv. L'uomo alla fine si è indispettito e ha come gettato la maschera. Si è fatto rabbioso, ha pure alzato il dito per zittirla e ha gridato: “La televisione non dice niente di vero. Lo vuoi capire? E se non lo vuoi capire, stai zitta lo stesso!”.

 

Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)

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