L'Unità d'Italia al Gianicolo, le celebrazioni, gli eroi mutilati e la scritta malinconica

di Graziano Paiella — 17 marzo 2011

Giorni fa sono capitato al Gianicolo con una troupe per girare delle "vedute" di Roma, la luce calda e pulita dallla tramontana permetteva di riprendere la città al tramonto limpida e chiara. Fortuna che con me avevo la macchina fotografica ma l'occhio è stato subito attratto dai patrioti in fase di restauro. Che belli così incappucciati nel cellophan con il controluce che li rende eroici fantasmi. Poveri eroi mutilati del loro naso da un pazzo di Gogol, curati dalla delicata mano delle restauratrici.

I miei primi ricordi del Gianicolo sono legati al teatro delle marionette, la piccola casetta verde dove da una finestrella si apriva una tendina che dava inizio allo spettacolo delle marionette. Sotto la finestrella una scritta malinconica "non tirate sassi, questo spettacolo sopravvive per le generose offerte del pubblico". Poi il fascino del colpo di cannone a mezzogiorno, tutti li ad aspettare mezzodì, l'uscita del cannone, i militari, le mani che vanno a tappare le orecchie, il colpo e il pennacchio di fumo, che emozione.

Poi da ragazzo le serate che finivano al Gianicolo per farsi rapire dalla maestosità della città eterna ai tuoi piedi. Sempre lì i patrioti sparsi nei giardini e Garibaldi a cavallo nel punto più alto della piazza con lo sguardo rivolto verso Roma e i suoi "Palazzi".

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