Da Roma a Berlino, metropoli a confronto e il ricordo di Knut, era la star dello zoo berlinese
L’Airport Express è il treno che collega l’aeroporto di Schönefeld con le principali stazioni di Berlino, e viceversa. Impiega 20 minuti per Alexanderplatz, punto nevralgico della città, e permette la discesa nelle stazioni intermedie. Il biglietto è valido 2 ore e può essere usato anche per gli altri trasporti pubblici, ovvero per raggiungere il luogo per sé più comodo, direttamente dal cambio prescelto; costa 3 euro. A Roma, il Leonardo Express è il treno che collega l’aeroporto di Fiumicino con la stazione di Roma Termini. Impiega 31 minuti e non consente fermate in stazioni intermedie. Il biglietto è valido 90 minuti, ma tanto non può essere usato per altri trasporti pubblici; costa 14 euro. Ho detto tutto. E povero Leonardo.
Rispetto a Roma, dal punto di vista spirituale nella capitale tedesca si avvertono due assenze: delle tante chiese e del Papa. Lo stesso Duomo protestante appare fermamente ancorato a terra; in confronto, la dea della Vittoria, in cima alla Siegessäule di Tiergarten, si eleva molto più in alto. Ma, se Dio perdona, il papa a Berlino si vendica, come sembra che dicessero scherzando gli abitanti della zona Ovest. E la vendetta, dall’Est di Alexanderplatz, risplende in tutta la città, nel riflesso della croce sulla Fernsehturm, la torre della televisione alta 368 metri. Impossibile non vederla.
“Wir sind ein Volk”, siamo un popolo: se la spiritualità non è celebrata, in compenso a Berlino lo spirito della nazione è forte ed è sbandierato, è il caso di dirlo, nel tricolore presente in numerosi punti della città. Nei pressi di Pariser Platz, non lontano dal Reichstag, sventolano la bandiera russa e quella americana, ma più di tutte quelle tedesche. Il nostro orgoglio (calcistico, fondamentalmente) al paragone impallidisce. “Forza Germania”: non lo slogan di una parte, ma l’incitazione a una nazione.
Poi i lucchetti. Che Moccia sia emigrato in terra tedesca? O, più semplicemente, qualche nostro adolescente? L’ottima qualità degli indizi (ponte + lucchetti) certo deve far fronte alla scarsa quantità degli stessi, motivo per il quale Ponte Milvio batte Oberbaumbrücke per innumerevoli catenacci a 2. Sarà che la vista meno romantica sulla città industriale non ispira promesse d’amore o che i berlinesi non spiccano, naturalmente, per passionalità mediterranea. Sarà la sobrietà.
Cos’hanno i nostri centri sociali da invidiare al Tacheles? Tutto. E passi pure che, a rigore, il Tacheles di Oranienburger Straße non è un centro sociale ma una “casa dell’arte”; fatto sta che una galleria del genere dalle nostre parti non ha eguali. Che ci si inoltri nei capanni e nei cortili sterrati o ci si inerpichi per i quattro piani di scale, la visita di questi atelier animati di immagini, sculture, installazioni dovrebbe essere tappa obbligata per chi passi a Berlino. Lo dimostra l’affluenza all’esposizione “Anima ferrea”, la più frequentata della città. Emozionanti le creazioni metalliche di Hüseyin Arda, che per lavori in corso non chiude ma spalanca le porte dell’officina.
Infine il regno della natura. Non è il ricordo di Christiane F., non è la suggestione della canzone degli U2. Ciò che distingue lo zoo di Berlino dal bioparco di Roma non è nemmeno il nome, più esplicito e trasparente. Una differenza sostanziale risiede invece nel fatto che in Germania gli animali si muovano più liberi. Soprattutto, quel che colpisce è la quantità e varietà di scimmie che si arrampicano, si rincorrono, sorridono e improvvisano quasi piccoli spettacoli per i visitatori. Per trovarle basta seguire le frecce o, ancora meglio, il richiamo, verso un ritorno alle origini. Noi, le scimmie dello zoo di Berlino. E poi c'era Knut, l’attrazione dei tedeschi ma non solo, anche dei turisti di mezzo mondo. Notizia di ieri, il corpo dell'orso polare è stato visto galleggiare senza vita sull'acqua. Si ipotizza che sia morto di crepacuore, dopo che nel luglio scorso aveva perduto la compagna Gianna, un'orsa italiana che era stata restituita allo zoo di appartenenza e con cui Knut avrebbe dovuto formare una famiglia.
- Il sito dei trasporti pubblici a Berlino
- Alcune utili indicazioni in rete sugli spostamenti a Berlino
- La pagina di Trenitalia sul Leonardo Express
- La pagina italiana di Wikipedia sulla Colonna della Vittoria
- Il sito della Fernsehturm
- Alcune informazioni su Oberbaumbrücke
- Il sito Lucchetti Ponte Milvio
- Il sito del Tacheles
- Informazioni e immagini dell’esposizione Anima Ferrea
- Il sito dello zoo di Berlino
- La pagina italiana di Wikipedia su Christiane Vera Felscherinow
- La pagina inglese di Wikipedia su “Zoo Station” degli U2
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Commenti
Scritto da enrico — 12 aprile 2011 alle 19:05
a proposito di knut, l'orsetto bianco, ora il direttore dello zoo pare stiano proponendo di imbalsamarlo...
qui c'รจ l'articolo in cui se ne parla sul New York Times
http://www.nytimes.com/2011/04/12/world/europe/12berlin.html
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