Berlusconi va a Lampedusa, Bossi vuol cacciare gli immigrati e la gerontocrazia italiana

di Federico Pace — 30 marzo 2011 — 2 commenti

Berlusconi ieri era di nuovo a palazzo Grazioli. Ci sono stati incontri e decisioni ma il cielo per tutto il giorno è stato irrequieto. Prima sereno e calmo, poi cupo e rabbuiato. Il Faraone continua a tirare avanti nonostante i quattro processi. Oggi va a Lampedusa. Fa un sopralluogo. Ma non riesce a fare finta di nulla. Cammina a fatica, sembra sempre masticare qualcosa. Come quegli anziani che consumano foglie di tabacco nell'antro cupo della bocca. Qual è il sapore che sente tra i denti? Impettito, il Faraone cerca di ostentare la tranquillità che non possiede. Il volto è sempre più tirato e tradisce stanchezza. Anche quando sorride. Si dice che un tempo raccontasse a tutti i suoi “venditori” di sorridere sempre ai clienti. Dovevano far capire che portavano “il sole in tasca”. Ora, a vedere quel che rimane di quel sorriso, sembra piuttosto che nelle tasche gli sia rimasta una buia tempesta.

Ieri, davanti al portone di palazzo Grazioli, nel bel mezzo del pomeriggio, sono passati sei ragazzi a bordo di un tandem dal tettino giallo. Dovevano averlo preso in affitto poco distante. Scherzavano e ridevano. Pensieri leggeri, battute, tutta una vita davanti. E giù a pedalare. I carabinieri, di guardia al Castello, hanno guardato con stupore quella scia colorata. Se il Faraone, nascosto dietro una tenda, li ha visti dall'alto, ha probabilmente provato nei loro confronti rabbia e fastidio. A Berlusconi, che preferisce auto-rappresentarsi come l'uomo qualunque eletto dal popolo, non restano che ricchezze e potere.

Qualche centinaio di metri più in là, verso Montecitorio, Umberto Bossi, l'alleato preferito del Faraone, ha detto che gli immigrati, quelli che arrivano dalle coste del Mediterraneo, devono andare “fora dai ball”. E' questa la politica della programmazione. Quella che evita di essere ideologica, approssimativa e declamatoria. E' questa la politica moderna che fa le scelte per il bene della nazione, dopo avere analizzato i problemi e valutato le opzioni possibili.

Allora, verso le sei, sono cominciate a passare le donne che uscivano dagli uffici. Anche a quell'ora portavano grandi occhiali scuri e piegavano la testa da un lato. C'erano uomini con giubbotti rossi e coppie con indosso dei jeans e qualche preoccupazione. Poi anche un prete con un libro sotto al braccio. Andava verso San Pietro. Andava a pregare? Andava a portare un poco di conforto a chi ne ha bisogno? O aveva altri affari? Il giorno, per un po', è sembrato non trascorrere mai. Poi è sfilata una scolaresca in gita. Rientravano in albergo dopo un lunghissimo giro a piedi per Roma. I riccioli rossi, i piccoli zaini, i giubbotti e le borse. Qualche cellulare tra le mani. Il piglio scanzonato e strafottente di qualcuno. La timidezza ingenua dei più piccolini. Qualche collanina, i fermagli colorati, le scritte sulle magliette. Chissà quanti di loro, mentre passavano come onde di un fiume tranquillo, sapevano che nel palazzo abita il Faraone.

Il giorno è sembrato non morire mai. Più di dodici ore di sole. Solo alle sette e mezzo, infine, il crepuscolo ha cominciato a scomporre il nitore della luce. E' allora che Berlusconi deve aver deciso che era il caso di andare a Lampedusa. Farsi vedere un po'. Proprio nel giorno in cui il ministro dell'Interno Roberto Maroni porta sei navi per evacuare gli immigrati. Migliaia di uomini e donne lasciati per giorni in condizioni infami. Dopo la decisione, sono arrivati a palazzo Grazioli i vertici del Popolo della libertà. C'erano il ministro della Giustizia Angelino Alfano, Stefania Prestigiacomo, il ministro della difesa La Russa, Michela Brambilla e chissà chi altri. La stessa riunione di inizio settimana. Le parole fitte e i sorrisi malconci. Le offerte e le controproposte. Gli artifici e le astuzie. Quanto è lungo il tempo in cui un uomo può rimanere al potere? Qual è il limite di anni da non superare perché la democrazia non si trasformi in un'autocrazia? Qual è il limite per impedire a un solo uomo e alle sue ossessioni, quale che sia l'uomo, quale che siano le ossessioni, di impoverire una società?

L'Italia è ormai l'ultimo paese occidentale ad avere al potere un uomo ultrasettantenne. Tutte le democrazie preferiscono leader molto più giovani. In Spagna, Zapatero ha 51 anni ed è quasi alla fine del suo mandato. Il conservatore David Cameron ha 45 anni. Nicholas Sarkozy ne ha 56. Così come Angela Merkel. Marghareth Thatcher aveva 65 anni quando, nel novembre del 1990, lasciò, tra le lacrime sue e quelle di chi le era stata vicina, e i sorrisi di chi l'aveva odiata, la leadership dei conservatori inglesi.

Se si guarda alla mappa che mette a confronto l'età dei leader con i diversi paesi si scopre che più vecchi di Berlusconi, ci sono solo quelli al potere a Cuba, in India e in Arabia Saudita. Forse non è un caso che, in questi giorni, le emittenti televisive pubbliche tedesche hanno deciso di usare proprio Silvio Berlusconi come testimonial negativo. Nel cartellone si vede il volto del Faraone e la scritta: “Una democrazia è forte quando lo sono i suoi media”.

 

Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)

Commenti

  1. Scritto da lupus of acquidocci30 marzo 2011 alle 08:59

    non vi preoccupate...il mondo è pieno di teste di cazzo giovani, incapaci e ambiziose per prendere il posto di questi vecchi...

  2. Scritto da eleonora30 marzo 2011 alle 09:23

    penso che in Italia ci sono in giro tantissimi uomini e tantissime donne (sopra e sotto i quarant'anni) molto più capaci, interessati al bene pubblico, di chi governa in questo momento. è arrivato il tempo di cambiare...

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