Berlusconi non fa dichiarazioni sul nucleare in Italia, prepara il rimpasto e incontra Scajola a palazzo Grazioli
C'è una piccola folla davanti palazzo Grazioli. Cameraman, curiosi, qualche giornalista. Sono tutti agitati da un fremito, ogni volta che comincia a lampeggiare la lucina arancione che segnala l'apertura del cancello. A loro sembra sia importante cogliere il volto del politico che sfilerà dentro una delle vetture che esce. Sarà Claudio Scajola con le sue recenti irrequietezze? O sarà Maurizio Paniz tutto dedito alla norma transitoria che appare e scompare dal disegno di legge sul processo breve? O da Silvio Berlusconi è arrivato il turno di Saverio Romano con le ambizioni da ministro? O tocca a Antonio Martino? Dietro ai vetri, però, non si vede nessuno. Il piccolo gruppo si riaccomoda in attesa, come comari al passaggio di una processione di paese.
Quattro trentenni confabulano in gruppetto nell'angolo che dà verso via della Gatta. Sono delle guardie del corpo? Funzionari? O porta-borse? Si direbbero bambini che parlottano in disparte mentre gli adulti, altrove, discutono di cose “serie”. Quali sono le cose serie? A Fukushima, intanto, i reattori nucleari sono sempre più instabili. Di notte, per le strade di Roma, si vedono le luci accese alle finestre dei palazzi. Donne e uomini tengono accesa la tv e scoprono di essere fragili esseri, dalla complessa tecnologia, che vivono su un pianeta nello spazio infinito.
Angela Merkel, il primo ministro tedesco, ha deciso di “spegnere” sette reattori nucleari. Silvio Berlusconi, il Faraone, tra Arcore e palazzo Grazioli, non ha neppure fatto una dichiarazione. Si deve pensare che non gli interessi questa cosa. Che in lui non desti alcun pensiero. Ha lasciato che fosse il ministro dell'ambiente Stefania Prestigiacomo a dire che «non cambierà nulla nel programma di rientro dell'Italia nel nucleare europeo».
A Roma, in questi giorni, la temperatura è salita sensibilmente. Si può dire che sia quasi primavera. Le commesse passano da un negozio all'altro per cambiare una banconota da 100 euro. Due ragazzi prendono da una coppetta il primo gelato della stagione. Esce da palazzo Grazioli un furgoncino di una società di condizionamento d'aria. Fa sempre più caldo. Il cielo, però, è grigio. E nei prossimi giorni pioverà. Lo ha già fatto questa notte. Ciascuno di noi non potrà non pensare alle piogge acide e a quello che portano con sé. Alle paure e ai tremori di chi vive nel nord est del Giappone. A tutti i giapponesi. Ai cittadini del mondo. Alla fragile, complessa, e meravigliosa, esistenza dell'uomo. Qui, in queste stanze del potere, si continuerà a pensare al processo-breve, alle intercettazioni, alle piccole pratiche per evitare un processo. Qui, anche in questi giorni che ci chiamano a un pensiero “adulto", si continuerà a esercitare un “infantile” pensiero breve.
Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
- DIARIO DA PALAZZO GRAZIOLI: leggi le puntate precedenti
- REFERENDUM, FERMIAMO IL NUCLEARE IN ITALIA: vedi il sito del comitato per fermare il nucleare
- STEFANIA PRESTIGIACOMO E IL NUCLEARE: 1. video delle dichiarazioni di Stefania Prestigiacomo; 2. video Prestigiacomo al Forum Nucleare
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