I conti di Berlusconi con la giustizia e la coppia che fotografa palazzo Grazioli
Alla fine di una settimana che si preannunciava cruciale per Silvio Berlusconi, di fatto non è successo niente. Persino l’incontro di ieri in Vaticano non ha fatto registrare grossi problemi ad eccezione del commento di questa mattina del Cardinale Bagnasco nel quale si è potuto leggere tra le righe un certo imbarazzo ma niente di più.
Anche oggi è stata una giornata di vento e di sole a Roma. Una di quelle in cui hai la netta percezione di che cosa vuol dire vivere in un paese mediterraneo. Dall’Egitto, dall'Algeria e dalla Libia notizie di scontri violenti e di morti. Qui ci sono i palazzi abbagliati dal sole, le rovine romane accese come tanti tizzoni e poi i volti delle persone che camminano serene, spensierate come è normale che sia di sabato pomeriggio. Tutto ciò ha avuto la capacità di rassicurarmi ma non quella di evitarmi il solito disagio. Come se le vicende del nostro Presidente del Consiglio interessassero solo una parte. Numerosa sì, come ha dimostrato la manifestazione delle donne di domenica scorsa, ma pur sempre una parte.
Poi si è placato anche il vento e intorno alle quattro in un cielo senza nuvole il sole sembrava impegnato con più vigore a rischiarare ogni cosa finendo però per tenerne inevitabilmente in ombra altre. E’ sempre così, non c’è niente da fare. E’ stata allora che, preso dalla rassegnazione, stavo per rinunciarci, ma poi mi sono convinto a fare quei pochi metri per giungere in via del Plebiscito. Ormai è un appuntamento. Arriviamo fin qui anche solo per sostarci pochi minuti. Il tempo di familiarizzare con il luogo in modo da captare anche dal più impercettibile segnale, l’imminenza del gesto: le dimissioni.
Ovviamente non c’era nessuno. Solo ai lati ho potuto notare una maggiore presenza di forze dell’ordine e di blindati dei Carabinieri, in previsione della manifestazione che partita da piazza Vittorio si sarebbe chiusa in Campidoglio per protestare contro gli Stati Generali convocati dal sindaco Alemanno per il 22 e 23 prossimo. Per il resto la gente, anche oggi, attraversava la via senza neppure buttare uno sguardo al palazzo.
Forse la sintesi della giornata è contenuta nell’incontro, breve, fatto all’angolo con via degli Astalli con una coppia matura, che veniva da fuori, dal Nord a giudicare dall’accento, con cui ho avuto modo di scambiare qualche battuta. “Fotografa la residenza del Presidente?” ho chiesto alla donna, vedendola puntare la macchina in direzione di palazzo Grazioli. Mi ha risposto di sì, con un sorriso orgoglioso. “Non so come la pensa lei - poi ha aggiunto- ma sa che le dico? Che fa bene a frequentare ragazze giovani perché io sono vecchia e mio marito non ne può più di me.” “Contenta lei” ho solo ho avuto la prontezza di replicare, ma la verità è che mi ha raggelato. Subito dopo ho distolto lo sguardo da lei per capire la reazione di lui. Sorrideva, un po’ imbarazzato.
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