Il viaggio verso il San Camillo, la Magliana e i primi segni di risveglio di Ennio Casale

di Antonio Carbone — 27 ottobre 2010 — 2 commenti

Per raggiungere il San Camillo faccio il giro largo. Metropolitana B fino all'Eur e poi il 780. Subito dopo il ponte scendo e mi avvio a piedi per via della Magliana. Le rare persone che incontro si confondono alla vegetazione spontanea: erba parietaria, umili fiori di campo, ortiche, canne e ailanti infestanti. Passo davanti alla parrocchia del Santo volto di Gesù, chiusa da una cancellata che ha tutta l'aria di un muro solo armato. Poco oltre, incuriosito dalla musica, faccio una leggera deviazione. Proviene dalla palestra della polisportiva Due Torri dove è in corso una festa per i diciotto anni di una ragazza filippina. Davanti all'ingresso incrocio altre ragazze che camminano sui tacchi come trampolieri.

Puntuale, alle 5 e 30 arrivo in ospedale. Padiglione Lancisi, secondo piano. Con gli altri in attesa condivido la mestizia del pomeriggio domenicale e penso alla fortuna di chi ha potuto accampare una scusa per evitarsela. Anche solo i compiti da finire in vista del ritorno a scuola il lunedì mattina. E' stato tutto inutile. Quando mi decido a suonare al citofono del reparto di terapia intensiva, il medico di turno cortesemente mi spiega che non pouò fornirmi nessuna informazione non essendo né un parente, né nella lista dei giornalisti autorizzati dagli inquirenti. "No mi può dire neppure come sta?" ho insistito. "Neppure quello, mi dispiace."

L'aggressione avvenne la notte del 7 settembre scorso. Ennio Casale, il barista che lavorava all'Antico caffé Santa Maria, di fronte alla basilica di Santa Maria Maggiore, stava tornando a casa quando su via della Magliana fu preso alle spalle da quattro persone, in seguito arrestate, e picchiato brutalmente per sottrargli 60 euro e un orologio. Entrato in coma, dopo che gli fu asportato un vasto ematoma dall'emisfero sinistro del cervello, una settimana fa ha dato i primi segni di risveglio.  Casale è sempre stato un uomo solo, tant'è che fu identificato dai Carabinieri solo grazie alla marca sulla pettorina del bar dove lavorava e, a quanto pare, nessuno è mai andato a trovarlo in ospedale.

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Commenti

  1. Scritto da Antonio10 novembre 2010 alle 17:24

    Tre studenti svizzeri, di 17 19 e 20 anni, in gita scolastica a Roma, dopo qualche bicchiere di troppo, hanno aggredito e rapinato un cameriere che aveva appena finito di lavorare e che stava tornando a casa. E' accaduto la scorsa notte, intorno alle 3 in piazza Tuscolo. I tre ragazzi sono stati bloccati ed arrestati per rapina dagli agenti di polizia dei commissariati San Giovanni e Celio.
    I tre studenti hanno preso di mira il passante aggredendolo e rapinandolo del portafogli e di un accendino. L'uomo, che e' caduto a terra e ha battuto la testa sul marciapiede, e' stato poi soccorso dalla polizia e dai sanitari del 118. Ad avvertire il 113 alcuni cittadini del quartiere che hanno fornito vaghe descrizioni degli aggressori. Sono scattate le ricerche dei tre ragazzi. Le pattuglie impegnate nelle ricerche hanno cominciato a perlustrare le strade limitrofe, senza risultato, fino quando, poco dopo, i tre sono stati notati dagli agenti in via Farsalo. Quando hanno visto i poliziotti i tre studenti hanno tentato di fuggire. Uno, in particolare, ha tentato di disfarsi dei soldi appena rapinati buttandoli per terra. Ma la somma e' stata successivamente recuperata. Un altro componente del gruppo e' stato invece trovato con in tasca l'accendino della vittima. I tre sono stati identificati e arrestati per rapina.
    ANSA 8 NOV 10 11:17

  2. Scritto da Redazione16 maggio 2011 alle 13:59

    Prime tre condanne per il tentato omicidio di Ennio Casale, il barista romano di 64 anni che il 7 settembre scorso fu ridotto in fin di vita da sei romeni che lo aggredirono per rapinarlo. Il tribunale di Roma, al termine di un processo con rito abbreviato, ha inflitto una condanna a 10 anni di reclusione ciascuno per Ion Gelil, 31 anni e Costin Bogdan Mihalache, 28
    anni. Per un terzo aggressore, Rednin Vasile, 32 anni, la pena e' di 10 anni e 4 mesi in quanto deve rispondere di resistenza, minaccia e violenza a pubblico ufficiale. Gli altri 3 autori, tutti arrestati dai carabinieri del Nucleo investigativo verranno processati con rito ordinario. L'uomo, seppur risvegliatosi dal coma, a causa dei danni subiti nel pestaggio e' tuttora sottoposto a riabilitazione neurologica. (ANSA - 9 maggio).

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