Il risveglio a San Lorenzo, il testimone, le scritte sui muri e gli affreschi

di Francesca Pedrollo — 7 febbraio 2010 — 1 commenti

Mi capita sempre di arrivare dopo, dopo la festa, dopo il bicchiere con la cannuccia lasciato lì quando tutto è finito, all’inizio di una domenica di fine gennaio. San Lorenzo si risveglia dei vecchi, i giovani, che hanno animato queste strade, lasciano a loro il testimone. La donna, con il foulard allacciato al collo, potrebbe essere vestita per andare a messa alla chiesa dell’Immacolata e invece con un arnese rovista, con fare meticoloso e pulito, nei cassonetti. La guardia giurata nella facoltà di psicologia, agitato e orgoglioso, racconta che ha appena scovato due intrusi mentre, stanche, risuonano le campane a festa.

Mi aggiro alla ricerca di “segni urbani” alla vigilia dell’ordinanza che commina multe salate a chi imbratta i muri della capitale. Si dice che verranno destinate delle aree ad hoc per gli artisti facendo perdere alla street art la condizione stessa del suo essere, ineliminabile, che consiste nel farlo di nascosto, nel rischiare. E intanto come squarci, tra gli scarabocchi, si intravedono punti, pixel, linee, come quelli di Sten e Lex, che lentamente prendono forma e diventano uno sguardo. Una storia.

La nuova “religione” è per le strade e le icone sono queste immagini disseminate sui muri, soggette a scomparire. Brandelli se ne scorgono, ombre ormai di quel che erano solo un anno fa. E poi ne ritrovi altre, come in una rivelazione, in una epifania, nuove, accese, che ti guardano, presenza effimera, e ti fanno compagnia nel tuo girovagare, affreschi moderni all’aria aperta.

 

 

Immagini

Commenti

  1. Scritto da maria antonietta 8 febbraio 2010 alle 11:24

    che bella poesia! ( le foto sono stupende)

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