Le allegre e disperate luci di Piazza Navona, il Natale 2009 e il rimpicciolirsi della mela glassata
Babbo Natale non esiste, entravo nella piazza con questa frase che mi ronzava in testa e che già mi predisponeva alla malinconia. Come un circo che passa in tournée da una città all’altra puntualmente agli inizi di dicembre arrivano in questa piazza i burattini, le befane appese, le statue del presepe, i dolci, i palloncini che ondeggiano nel freddo pungente. I bambini la animano, infagottati guardano in un misto di terrore e gioia il Babbo Natale in cerca di fotografia, e anche io torno la bambina disillusa in partenza che guardava già con disincanto le allegre e disperate luci di Piazza Navona.
Il segno dei tempi passa anche di qui, adesso ci sono solo bengalesi a incitare, in stridente contrasto, a mangiare la tradizionale ciambella romana. I pochi italiani sono rimasti solo nelle bancarelle del tiro al bersaglio dove i grandi, più entusiasti dei figli, sparano nel tentativo di portare via un inutile pupazzo di pezza che non sapranno dove mettere mentre la giostra che sa di antico continua a girare, lenta e fuori dalla realtà.
Ripenso alla mela glassata sulla lunga stecca che faceva scattare il desiderio. Brillante e accattivante era lì, i miei occhi si facevano golosi e la voce del rigore la vietava aumentando le mie fantasie. Passo e ripasso a distanza di giorni, come un miraggio mi sembra di vederla proprio in quel modo e invece ora la stecca è piccola, la mela è incartata e quella plastica rompe l’incantesimo, avanti e indietro tra le bancarelle non la ritrovo, è già tra i cimeli del museo della mia innocenza scomparsa.
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Commenti
Scritto da stellarossa — 22 dicembre 2009 alle 23:14
l'85 a due piani era l'inizio del viaggio verso Babbo Natale. Io e mio fratello eravamo piccoli e mamma e papà ci portavano a piazza Navona. L'odore dello zucchero filato era fortissimo, la giostra e luci, mille giocattoli e tante bancarelle invitanti. Non sapevo dove guardare e tutto era bellissimo.
Lo stesso sguardo meravigliato era sul viso del mio bambino, ormai ventenne. Si aggirava incuriosito ed affannato.
Un gigantesco uomo vestito di rosso con la barba bianca lo invitava per la foto e la sua manina si stringeva forte nella mia.
Non sono più tornata tra quelle bancarelle. Babbo Natale esiste negli occhi dei bambini.
Scritto da Francesca — 23 dicembre 2009 alle 10:50
grazie per il tuo messaggio di positivita', e' un bellissimo augurio di Natale
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