Il campo di Trigoria, le sconfitte ripetute, il bar Angelini, l’enigma di Menez e il salice piangente
Infilato nel suo giubbotto imbottito un uomo sfoglia stretto un giornale in una seicento. Strisce pedonali calpestate da quattro, sei, otto piedi e nessun altro. I cancelli del centro sportivo Trigoria chiusi, a sbarrare l’occhio che guarda. Qui la squadra romana ASRoma, quella col nome più vicino alla città e non alla regione, viene ad allenarsi ogni giorno. Per terra, buttato, gettato, tagliato fuori, un giornale strilla:”Rischia Vucinic”.
Dentro la piccola cittadella ci sono i calciatori in ritiro. I tifosi hanno lanciato delle bombe carta contro i cancelli. Difficile continuare a sperare quando ci si vede traditi, allontanati dal centro, o dalla vetta, tagliati fuori -il giornale per terra-, spinti in basso. Sconfitte dopo sconfitte, punti che mancano, gol sbagliati. La Roma ha cambiato allenatore, da Spalletti a Ranieri. Ma niente. Attraverso la strada entro a fare colazione in un bar. Bar Angelini. Ripenso che Angelini era lo stesso cognome dell’ imprenditore che, si diceva, avrebbe dovuto acquistare la Roma poco tempo fa. Pura coincidenza. Tre uomini dell’est stanno seduti ad un tavolo a parlare chissà di cosa.
Un ragazzo vicino -a me e a loro- comincia a parlare di Menez “ Io quello lì non lo capisco!! Sembra che guardi sempre nel vuoto! Così forte ma pare vivere in un altro mondo!!”. Quell’ultima frase mi colpisce. È vero. C’è nel talento di Menez, cosi irregolare, così rapido a mostrarsi e nascondersi, veloce come un suo dribbling, un enigma indecifrabile. E poi mi viene in mente: lo sguardo. Dove guarda Menez? Uscito dal bar cedo alla tentazione infantile di avvicinarmi ancora e gettare un’ultima occhiata alle mura che circondano la “cittadella” romanista. Sulla sinistra le distese dell’agro romano. Sull’entrata su Piazza Dino Viola, a coprire parte della scritta “ASRoma” cadono foglie e rami di un salice piangente.
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Commenti
Scritto da Valerio — 6 novembre 2009 alle 00:46
Mi avevano avvertito,dei miei conoscenti di provata fede juventina, di una particolare caratteristica del nuovo mister Claudio Ranieri:" Con Ranieri arriveranno i risultati, non certo il bel gioco". Probabilmente è vero, nulla da eccepire. Ma questo fatto incontestabile è peculiarità inscindibile del metodo dell'allenatore testaccino o forse è soprattutto figlio di una rosa non adatta ad un campionato di serie A di un certo livello? Ranieri ha a disposizione i giocatori adatti a ciò che lui ha in mente,qualunque cosa sia? la risposta l'ha data lui stesso in conferenza stampa:"questa squadra non è una mia creatura,non l'ho plasmata io". E un mr.che prende le distanze dalla squadra in un momento difficile? Forse. Ma mi piace pensare che l'ex tecnico del Chelsea, più che un capitano in procinto di abbandonare la nave, sia un semplice mozzo. Claudio Ranieri sente lo stesso decentramento di chi lo contesta, tradito dai giocatori, pedine logore di scacchi un tempo belle ed efficienti- e ora come fatiscenti, destinate alla polvere."Rischia Vucinic", ma mai quanto Ranieri. Così come Menez, con occhi che sembrano osservare altri universi. Incomprensibile. Inconcepibile.
Attendiamo tutti( tifosi, giornalisti, Ranieri) di capire: Otello è Roma, Desdemona la Roma... Chi è Iago?
Nel frattempo, nella cittadella, tutto tace d'un silenzio assordante- e il giornale è lì,per terra.
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