L’incendio di Cinecittà, i “giganti” di via Libero Leonardi e l’uomo che guarda dal balcone

di Federico Pace — 2 novembre 2008 — 6 commenti

Si arriva qui dopo avere percorso tutta la Tuscolana. Dopo avere attraversato la “gola” stretta degli alti palazzi che costeggiano l’arteria. L’infinita sequela di vetrine di negozi d’abbigliamento, i solarium, le pubblicità di sexy-shop, i benzinai, le insegne di “bar-kebab”, gli archi dell’Acquedotto Felice, la discesa che porta al Quadraro, le luci dei semafori, il cielo grigio, il centro commerciale di Cinecittà 2 e i bassi edifici dei centri di produzione televisivi e cinematografici. Poi Torrespaccata e infine via Libero Leonardi. La strada intestata a un partigiano marchigiano che sta tra Cinecittà e la Romanina.

Alcuni passi e si arriva nel grande spiazzo. Gli edifici stanno accostati a coppie. Come giganti che si tengono in piedi poggiandosi l’uno alla schiena dell’altro. Le coppie sono almeno quattro. In ciascuna, più di centocinquanta famiglie. C’è anche del verde. Alberi altissimi separano gli edifici. Due di questi giganti sono stati inceneriti qualche notte fa. La gente fa la fila al centro della protezione civile davanti al cancello d’entrata. Prova a rientrare in casa per recuperare qualcosa. Dopo i controlli, gli vengono consegnati guanti di plastica e mascherine. La puzza di gomma bruciata, ancora oggi, si sente appena entrati nel cortile. Qualcuno racconta che le fiamme, pure all’ultimo piano, hanno investito tutto. Computer, tavoli, posate. Il rogo si è mangiato tutto. La casa, formata da questi giganti fragili e inceneriti, non c’è quasi più. Si vedono le carcasse delle vetture parcheggiate sotto le gambe dei giganti. I musi squagliati di quelle che stavano poco di fronte.

Nessuno riesce a spiegarsi il perché di queste fiamme di qualche notte fa. Molti salgono le scale, cupe e buie, con valigie e sacche vuote. Si inerpicano fino allo spazio domestico trasformato e violentato. Ne discendono poi affaticati. Non solo perché le sacche sono piene e pesano molto di più. Scuotono la testa. Un uomo s’affaccia da un balcone di uno degli edifici di fronte. Tiene una sigaretta in mano e guarda quella fila di uomini e donne. Da qui non si può immaginare la sua espressione. Ma rimane a lungo a guardare. Si direbbe che anche lui, che sta su una delle spalle dei giganti sopravvissuti, più che provare sollievo per l’essere stato risparmiato, condivida la fragilità di quelli che formano la mesta processione là sotto.

Immagini

Commenti

  1. Scritto da abitante della scala D 4 novembre 2008 alle 22:58

    vedere la mia scada la D mi sento ancora + disperata

  2. Scritto da Cinzia . SCALA D Via Libero Leonardi18 novembre 2008 alle 10:46

    Non ci sono parole o frasi ad effetto per descrivere quello che ho provato (e che ancora provo nel guardare le immagini dei video) quella infausta notte del 27 ottobre. Ancora oggi, a distanza di neanche un mese dalla tentata strage, mi chiedo insistentemente PERCHE'?

  3. Scritto da Silvia26 novembre 2008 alle 16:06

    volevo sapere se gli appartamenti hanno bruciato, cioè se le persone hanno perso le loro cose o se il fatto che ancora nn possano tornare a vivere li dipenda solo dal fatto che devo essere controllati . mi spiego: le cose personali hanno subito danni gravi?

  4. Scritto da archicleopatra23 marzo 2009 alle 22:55

    ad oggi a distanza dal giorno della disgrazia sono passati 5 lunghissimi mesi e siamo con lo sgombro dei dei balconi cioè dei nostri effetti personali che vengono gettati via e senza bonificare tinteggiano di verde pistacchio solo i balconi senza cambiare neanche i vetri siamo alle solite con 3 milioni di € per fare??? la bragatura delle colonne a solo un metro e mezzo da terra con fascette di metallo che cingono la colonna stessa non calcolando che è un palazzo di 8 piani e questo ci dovrebbe mettere in sicurezza poi negli appartamenti il nulla speriamo bene non auguro a nessuno tutto questo a me a sconvolto la vita.

  5. Scritto da gabriele giannini. via libero leonardi 130 6 novembre 2009 alle 20:56

    stiamo organizzando la festa d'inaugurazione del ritorno a casa, saranno ospiti il sindaco Alemanno e il presidente del municipio Sandro Medici. vorremmo invitarvi e chiedervi se potreste mettere a disposizione le vostre foto per la mostra che stiamo allestendo. la festa si terra l'otto novermbre proprio nello spazio antistante il civico 130 di via libero leonardi. mi scuso per il ritardo in cui tento di contattarvi ma solo ora sono venuto a conoscenza del vostro articolo e del materiale fotografico sull'incendio di cui disponete.
    vi preghiamo di darci risposta il prima possibile.
    grazie

  6. Scritto da gabriele giannini. via libero leonardi 130 6 novembre 2009 alle 20:57

    il mio riferimento e-mail è gabriele281155@gmail.com

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