La recessione mite, i cambiamenti del clima, la gente per strada e i ricordi degli anni ‘70

di Antonio Carbone — 20 ottobre 2008 — 1 commenti

Ma come è possibile! Da una parte c’è questo crollo della borsa che ci viene descritto come uno tsunami.  Come se considerarlo alla stregua di un evento naturale possa servire a farcelo accettare con più rassegnazione. E dall’altra c’è questa estate ostinata, quasi una seconda estate o solo la controfigura della prima essendo più mite, che gli esperti ci spiegano sia causata dai cambiamenti climatici prodotti dall’uomo.

Effettivamente nelle aiuole davanti a Termini le rose continuano a fiorire. Così come in viale Castro Pretorio il gelsomino, a ritmo incessante,  butta fiori. E gli uccelli sono ancora qui. Si guardano bene dal prendere la decisione di partire. Visto il caldo  perché dovrebbero farlo? Piove poco e quelle rare volte si tratta di acqua e sabbia. Sembra di essere in un luogo esotico. Se non fosse per gli echi che arrivano dagli Atenei occupati e da piazza della Repubblica in cui quasi quotidianamente partono tutti i cortei, ti sorge il sospetto di essere in un Paese che può permettersi il lusso di godersi il sole e la bella giornata.

Lungo le strade, infatti, abbiamo tutti oramai un’aria remota o, in alcuni casi, l’aspetto di turisti avvezzi a climi ben più rigidi. Per questo usciamo ancora in camicia. Qualcuno in maniche corte, addirittura. Li guardi e pensi per contrasto all’inverno del 1973. La crisi del petrolio, l’austerity. Le domeniche a piedi. E la neve. Tanta. Tutto lascia presagire, invece, che il prossimo inverno potremmo fare a meno del cappotto. Almeno su questo risparmieremo. Nel frattempo, come se niente fosse successo, per strada c’è chi con la scusa di regalarti  cinque voli per le capitali europee, ti propone una nuova carta credito. Che coraggio, di questi tempi! Lo guardi e ti allontani, perplesso.      

 

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Commenti

  1. Scritto da Flavio20 ottobre 2008 alle 11:46

    La crisi economica in un certo senso è un evento naturale. Come lo è la presenza dell'uomo sulla Terra, e quindi la sua economia.

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