Il responsabile della messa a dimora degli alberi di via Labicana e le 7000 querce di Beuys
Finalmente! Se potessero parlare, probabilmente così gli alberi commenterebbero la pioggia caduta in questi ultimi giorni. Il caldo e la siccità dell’estate non ancora finita, li ha messi a dura prova e bisogna pur dire che raramente si sono viste in giro per la città autobotti del servizio giardini. Si sono dovuti accontentare dell’umidità contenuta nell’aria che durante la notte, a contatto con la terra e l’asfalto, riusciva a liquefarsi. Su via Labicana non è proprio uno spettacolo bello da vedere. In totale sono 47. 29 sono completamente secchi, 7 non se la passano affatto bene. Solo 11 hanno ancora qualche possibilità di farcela.
Di che alberi si tratta? A giudicare dalla forma delle foglie, sembrerebbero delle querce. Ma stavano così già dalla scorsa estate, qualcuno fa notare insinuando il sospetto che non fossero adatte per questo tipo di arredo urbano. Arredo urbano, proprio così. Alla stregua di una panchina, un cestino per i rifiuti o di una pensilina. E dire che piantare alberi è una tra le pratiche più antiche. Forse tra le poche capaci ancora di riavvicinarci intimamente alla terra. E’ probabile che proprio questo ha pensato l’artista tedesco, Joseph Beuys, quando nel 1982 si adoperò per piantarne ben 7000 di querce nella periferia della città di Kassel dove era stato invitato a partecipare alla grande esposizione che si tiene lì ogni cinque anni.
Chissà se chi ha approvato la scelta di piantare forse proprio lo stesso tipo di querce su via Labicana, avrà mai avuto modo di pensare la stessa cosa. E che cosa proverà adesso vedendosele sfilare sotto gli occhi, magari rimanendo seduto sul tram, come una lunga fila di esseri moribondi? Si assolverà, ritenendo di essersi attenuto alle normative vigenti o per caso avvertirà il senso di colpa per averle destinate a questa infelice ubicazione?
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Commenti
Scritto da Paola Marzi — 25 settembre 2008 alle 09:23
Una cosa è certa: la totale mancanza di educazione ambientale. La dicitura "oggetto di arredo" viene usata dagli architetti per definire i vegetali che possono essere usati nell'arredamento di una città e/o di una casa. Poco importa se essi sono esseri viventi che, per crescere, hanno bisogno di un determinato spazio, di innaffiature, di concimazioni e quant'altro occorra per il loro normale sviluppo. Anche le piante soffrono, benché in modo diverso dal nostro: ce lo dicono le loro foglie, i loro rami. A me dispiace molto che in una città come Roma, con un clima tale da consentire la crescita delle specie vegetali più disparate, non si tenga minimamente conto di questo aspetto. Mi dispiace moltissimo vedere non solo le alberate stradali ma anche i vegetali che sono stati piantati nelle varie stazioni di Roma, ad esempio quella di Valle Aurelia, morti per totale indifferenza. Mi sento utopistica ma voglio poter dire che, in mancanza di servizi comunali adeguati, mi piacerebbe che i cittadini prendano a cuore questo problema e adottino un albero da far vivere.
Scritto da Fabrizio — 25 settembre 2008 alle 09:54
Purtroppo spesso le uniche "concimazioni" e "annaffiature" che queste povere piante ricevono sono le deiezioni di cani.
Scritto da Via Alessandria: alberi, incuria o vandalismo? — 27 ottobre 2008 alle 11:16
In via Alessandria molti alberelli dell'arredo urbano sono secchi, altri sono stati rimossi completamente o deturpati, come mai? E' un caso o semplicemente sono stati oggetto di atti vandalici? Chi si occupa di curare l'arredo urbano ?
Scritto da Pablos — 15 aprile 2009 alle 12:10
Nonostante tutto, alcuni alberi ce l'hanno fatta. Ora le foglie nuove ci danno una esatta situazione dello stato di salute delle piante di via Labicana. Alcune sono morte, altre sono morte a metà ed altre sono sopravvisute al lager. Non vi illudete, anche l'anno scorso a primavera sembrava tutto ok! Poi la siccità dell'estate e l'abbandono ha determinato quello che vedete nelle foto della fine 2008.
Scritto da Pablos — 31 marzo 2010 alle 13:59
Come preannunciato nella precedente mail del 15 aprile 2009, la maggior parte degli alberi sopravvissuti all'estate 2008 non ce l'hanno fatta a superare quella del 2009. Oggi gli operai stanno lavorando per estirpare i moncherini dei morti ed abbattere i cadaveri di quelli ancora in piedi. La sostituzione delle precedenti essenze (quercie?) mi sembra riguardi la quasi totalità degi alberi piantati e ripiantati negli scorsi anni. Le nuove piante sembrano dei frassini. Speriamo che siano più adatti all'ambiente urbano (??) ma senza una cura continua, a partire da ora, si tornerà alla situazione delle precedenti estati con altre stragi di piante innocenti . Ma costa così tanto passare regolarmente con l'autobotte? Oppure vi è un interesse economico dietro alla sostituzione periodica? Meditate cittadini che pagano le tasse, meditate!! Qui non è questione di colore della giunta, mi pare!
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