I libri, la scuola, e la dispensa di storia

di Antonio Carbone — 2 settembre 2008

 Non si è fatto ancora in tempo a togliere la sabbia dalle scarpe che già si è alle prese con i soliti problemi di ogni settembre. Tra i tanti quello dell’aumento del prezzo dei libri scolastici. Ogni anno si ripete il supplizio. Gli editori dichiarano che l’aumento è  ben al di sotto dell’inflazione, le associazioni dei consumatori invece lo valutano intorno al 40%. Ma anche se fosse molto di meno poco cambierebbe, probabilmente, da parte di molti genitori e non solo per quelli che, come si dice, fanno fatica ad arrivare alla fine del mese. Si sa che la scuola non gode di un grande prestigio in Italia e per molti è normale sbarazzarsi il prima possibile dei libri dell’anno scolastico appena passato per poi, con i soldi ricavati, comprare i nuovi.

Sul lungotevere sono aperti sin da metà agosto. A Colli Albani, dal 24. Qui si trovano testi scolastici dalle medie alle superiori. Ci vengono anche dalla provincia e qualcuno persino da fuori regione. I più previdenti sono arrivati sin dai primi giorni, sotto la calura. Prima si arriva e meglio è, ovviamente. La logica non è poi diversa da quella che spinge molte persone ad assalire i negozi  in occasione  di qualche particolare svendita. «Quello che stupisce – ci dice una ragazza addetta alla vendita - è vedere che la maggior parte di questi libri  sono intonsi. Si vede che non stati nemmeno aperti.»

 Libri di diritto. Antologie di letteratura latina. Manuali di storia, geografia, fisica e di filosofia. Dizionari. Passando tra i banchi, è forte la curiosità di sfogliarli per il gusto di rinverdire la memoria: il secondo principio della termodinamica, Platone e Aristotele, il ventennio fascista. Viene da pensare a che cosa rimane di quel po’ di sapere contenuto in questi libri o appreso svogliatamente sui banchi di scuola. A volte entrando nelle case della gente,  la cosa che più colpisce è proprio l’assenza di libri. E dire che non mancano le occasioni in cui avere a disposizione il vecchio manuale di storia tornerebbe molto utile. Proprio come una dispensa dove qualcosa da mettere sotto i denti alla fine sempre si trova.     

         

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