Le strade di Roma d’estate, la grazia e la sopraffazione

di Federico Pace — 28 luglio 2008 — 2 commenti

Ti può capitare di uscire di casa. E di girare per le strade di Roma. Soprattutto d’estate. Anche quando fa troppo caldo. E’ allora che ci fai più caso. Alcune indossano abiti leggeri con i fiori stampati. Sono tessuti che costano pochi euro ma sui loro corpi li diresti di una essenziale perfezione. Senza quasi badare a nulla, con la mano si aggiustano una ciocca di capelli e, mentre le guardi, ti perdi inseguendo qualcosa lungo le linee del collo. Altre sono più ricercate. Sono attente ai dettagli che la moda suggerisce loro. Si muovono con meticolosa precisione o studiata inadeguatezza. Altre ancora, alle casse dei supermercati, indossano una divisa. E i loro visi, così intensi, con quel modo di socchiudere le palpebre, fanno presagire emozioni preziose. Alle volte stanno al fianco di un’amica. Altre volte vanno da sole e ti tagliano la strada senza manco guardare. Oppure le vedi ridere mentre stanno al centro di un piccolo gruppo.

In pochi minuti ne puoi vedere una, dieci, cento, mille. Ti capita così di provare una specie di sopraffazione. Per la quantità irripetibile di volti a cui sei andato incontro, per quelle unicità senza conto che hai sfiorato e perduto nello stesso istante. Per tutte le vite, che, percorrendo le strade di Roma, hai immaginato di poter vivere con ciascuna di loro. Per le gioie inattese, per le piccole sofferenze che hai immaginato di condividere. Per gli sguardi, i passi e i gesti. Per tutti quei sortilegi o incanti di cui conosci a malapena una infinitesima parte.

Mentre varchi di nuovo la soglia di casa, mentre ascolti la voce di lei che ti viene incontro dal fondo del corridoio, ancora prima di scorgere il bel viso, prima ancora di vedere apparire la figura completa, prima ancora di provare una sorta di inatteso e momentaneo sollievo, ti chiedi, senza trovare una sola ragione, perché nella stessa città, in una strada di San Giovanni, una ragazza di poco più di venti anni, anche lei in giro in questa estate romana, sia stata presa a calci, e costretta ad una ben più grave sopraffazione, solo perché anche lei amava le donne.

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Commenti

  1. Scritto da valentina15 novembre 2008 alle 06:45

    wow...bellissimo...

  2. Scritto da valentina15 novembre 2008 alle 06:45

    wow...bellissimo...

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