Le corse a Villa Chigi nel cuore dell’alba e le nuvole di Dublino sopra il giardino botanico

di Giovanni Pedrollo — 16 luglio 2008 — 2 commenti

Dublino è un cielo grigio opaco e bianco neutro che sgomenta quando il tempo è brutto e tira vento. Non lascia adito a speranze di un azzurro con sole splendente. Sembra quasi voglia ricordare un passato di lotte e sofferenze del popolo irlandese. Piogge incessanti si riversano violente sulla città. Persino quando vi è il barlume di bella giornata, ogni tanto puoi sentire una leggera pioggerellina accarezzarti la pelle, come a volerti dire "goditela ancora per poco, io sono sempre qui accanto a te". Dublino è diversa da Roma. E' più vivace per le strade del centro. Passeggiando per Grafton Street o Temple Bar puoi scorgere durante il tragitto cortei di ragazzi e ragazze truccati a mo’ di festa, esibizioni di musicisti nella speranza che qualche produttore discografico passi di lì e ascoltandoli decida di lanciarli e tanti ma proprio tanti giovani approdati in città per imparare l'inglese. Uno di questi sono io. Vado a una scuola che si chiama Emerald e lì tutti gli studenti provenienti da altri paesi mi chiedono di parlare loro di Roma.

Cosa posso rispondere? I soliti clichè toponomastici: Piazza Navona, Piazza di Spagna, Colosseo e Fontana di Trevi. Ma con il massimo rispetto che posso avere per chi viene come turista a visitarla, cosa ne sanno loro di come Roma è veramente? Lo sanno che è la città più verde d'Europa? che vi sono parchi bellissimi da scoprire? Roma andrebbe girata nelle prime ore del mattino, quando è deserta e puoi accogliere su te stesso le suggestioni di un luogo magico, sacro. Stando qui a Dublino, ciò che  mi manca più sono quelle corse che provavo piacere a intraprendere proprio nel cuore dell'alba con la gente ancora a letto per i bagordi della sera prima. E' stato grazie alla corsa che ho conosciuto un parco a me prima ignoto. Villa Chigi. Si trova dietro le vie commerciali di Viale Etiopia e Viale Eritrea e si estende in lunghezza. I viali sono disposti in modalità scalare e percorrendoli puoi salire in altezza. Una volta quando andai lì vidi un ragazzo allenarsi nella boxe. E' un' immagine che rimarrà scolpita per sempre dentro di me. Si, perchè quando corri è come se i tuoi occhi fossero gli occhi di una macchina fotografica che memorizza nel database della propria mente i luoghi e le circostanze da ricordare in un futuro lontano.

Qui a Dublino vi sono molti di questi posti che rimangono impressi come ricordi nitidi e definiti anche a distanza di tempo, non ultimo il giardino botanico: "The Botanic Garden". Qualcosa di mai visto in vita mia. Un paesaggio floreale preservato con una cura amorevole; puoi vedere lo scoiattolino che rosicchia le sue vivande, il fiumiciattolo che scorre sotto un ponticello adornato da piante e udire il soave fruscio degli alberi. Mi ha fatto pensare al film Blow up di Antonioni. Quando il protagonista, vedendo in laboratorio le foto da lui scattate in un parco, ricorda il suono delicato delle foglie agitate dal vento. Quello stesso suono l'ho percepito la scorsa estate a Villa Pamphili. Ero solo a casa, preparavo la tesi e ogni tanto andavo lì per raccogliere le mie idee. Fu un’emozione che porto ancora dentro di me. La stessa emozione provata per questo splendido giardino irlandese. Quando sei lì vorresti morire per quanto colpisce i sensi. L'aria è fresca e la natura ospitale. Puoi trovare addirittura le coltivazioni di vegetali in un orticello a parte e se ti sposti di qualche metro incontrerai sul tuo cammino un'esposizione di foto scattate sui temi dell'ambiente e del divario delle risorse energetiche nel mondo. Fortunatamente la pioggia aveva preso qualche momento di tregua, così ho trovato anche il tempo per rilassarmi sul prato e prendere un po’ di sole. Ma non illudetevi, le nuvole a Dublino si muovono, e lo fanno piuttosto in fretta.

Immagini

Commenti

  1. Scritto da Filippo21 luglio 2008 alle 00:35

    E Bravo il mio Gio!!! C'e' molta poesia e malinconia, di Roma e di Dublin. Goditela fino in fondo!

  2. Scritto da Roberta 2 giugno 2009 alle 13:20

    ...c'è un'atmosfera un po' grigia come il cielo che descrivevi, ma alla fine della lettura si rimane sempre un po' con "l'aquolina in bocca", la voglia di conoscere o ri-conoscere i luoghi da te tratteggiati.
    Grazie di questa condivisione! Ciao ciao

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