Le strisce blu, le auto in sosta e gli accessori della memoria
Parcheggia l’auto a spina di pesce. Esce, la chiude e se ne va. Del resto dopo la sentenza del Tar che ha annullato a Roma gran parte delle strisce blu ora - e non si sa ancora per quanto tempo - non deve neppure preoccuparsi di pagare. Si allontana, dicevamo, e intanto davanti a chi continua a osservare da lontano l’auto, forse in preda a un eccesso di immaginazione, si prefigura una specie di abbandono. Un’ora, due. Un’intera giornata. E se invece la sosta durerà molto di più? Istintivamente gli viene da pensare a quelle auto che una volta venivano lasciate per un tempo indefinito ai lati della strada ricoperte da un telo cerato. Fino a pochi anni era un espediente piuttosto diffuso tra chi non possedeva un garage ma anche tra coloro che si prendevano cura della propria auto come di un bene prezioso di cui disfarsi solo alla fine. Quante ce ne saranno ancora in giro per Roma? E’ così che comincia questa ricerca bizzarra.
E’ inutile. Anche se decidesse di percorrere il lungo e in largo l’intera città, difficilmente arriverebbe a individuarne più di dieci. Non appena però ne scopre una, prova l’emozione di essere vicino a un reperto archeologico di un’epoca appena passata. Sarà perché in alcune il materiale di cui sono fatti questi teli ha aderito talmente alla carrozzeria da far assumere a tutta la sagoma sottostante l’aspetto di un calco. Come se si trattasse di una scultura ricavata dal raffreddamento di un metallo fuso. In altre, invece, ne apprezza di più gli squarci, le crepe emersi dalla materia essiccata dal calore. Oppure l’involucro tenuto insieme da corde che girano tutto intorno, dal portabagagli al vano motore. Gli viene da pensare alle opere di Christo. A quell’intervento che l’artista bulgaro fece a Roma nel 1974 con cui impacchettò una parte delle Mura Aureliane.
Non ci mette molto a immaginare sotto quei teli, vecchi modelli di Lancia, Alfa Romeo ma anche qualche utilitaria. Riesce persino a risalire ai rispettivi proprietari. Se le immagina oramai pensionati che forse con il tempo hanno riunciato a uscire di casa e ora passano buona parte del giorno in canottiera, seduti sul balcone. Pensando magari con un po’ di nostalgia a quando prima di fare qualsiasi viaggio o di partire per le vacanze non riunciavano mai a verificare il livello dell’olio e dell’acqua nel radiatore pur essendo stati da poco presso il proprio meccanico di fiducia per il tagliando. Si allontana con in testa ancora questa suggestione. Se dipendesse da lui, non ci penserebbe due volte a predisporre vicino a ciascuno di queste auto, una targa con su il nome del proprietario e l’anno di immatricolazione.
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