La giornata della lentezza, l’animale in gabbia e via Appia Antica

di Federico Pace — 25 febbraio 2008 — 1 commenti

In questo ultimo lunedì di febbraio si celebra il tempo lento. Qualche iniziativa c’è anche a Roma. Qualche camminata per il centro o dei piccoli convegni a teatro. Rallentare, si dice, per vedere meglio le cose intorno. Per le strade i bus caracollano e quasi non si tengono in piedi per quanto non riescono a prendere velocità. Le macchine stanno sempre una con il muso contro il posteriore dell’altra e procedono quasi spingendosi. La gente, stretta dentro piccoli spazi chiusi, pare soffrire l’immobilità più di ogni altra cosa. Anzi, prova insofferenza per il troppo tempo che gli viene concesso per osservare, vedere e pensare.

Il passo lento in città, più che una scelta, pare un obbligo che porta sofferenza. Forse solo d’estate si può praticarlo quando le strade si vuotano un poco. Per una specie di paradosso, la lentezza ha senso solo quando c’è dello spazio intorno. Se si ha modo di esitare nel vuoto, di sostare intorno all’assenza di qualcosa. Altrimenti si finisce per stare compressi in un “pieno” senz’aria. Quelli che corrono lo fanno per rabbia. Quando un animale sta in gabbia, non fa altro che percorrere velocemente lo spazio esiguo che gli è stato concesso.

In questo ultimo lunedì di febbraio si dovrebbero voltare le spalle alla città. Si dovrebbe prendere l’Appia Antica e uscire dalla porta di San Sebastiano e cominciare, passo dopo passo, a camminare. Si dovrebbe andare avanti fino alla tomba di Cecilia Metella e poi andare ancora. Andare fino al punto in cui si può rallentare e poi fermarsi. Lì, nel mezzo della strada, dove lo spazio del cielo si fa ampio e i rumori della città non si sentono più.

Immagini

Commenti

  1. Scritto da Mario Mannarino25 febbraio 2008 alle 11:22

    Articolo più vero non c'è :-)
    Ma più che parlarne che si può fare? tutti corrono, tutti hanno fretta, ma il problema è che siamo troppi, ma che si può fare?
    Il traffico c'è è vero, ma è pur vero che gli automobilisti romani siamo troppo indisciplinati, se tutti rispettassero i segnali stradali, su tutti andassere sulle corsie giuste, il traffico scorrerebbe meglio, se su una strada a 2 corsie si formano 4 corsie d'auto è normale che si formano gli intasamenti.
    Ci vuole più disciplina in strada e più calma, se c'è traffico è inutile cambiare corsia da destra a sinistra solo per superare la macchina davanti a te, è inutile strombazzare. Tanto li rimani.
    Non credo che si cambierà questa mentalità.

Scrivi un commento

Anteprima del commento