La notte del Vaticano, le lampade del colonnato del Bernini e la stretta che soffoca
Fa notte dalle parti di San Pietro. Il cielo, che è stato per tutto il giorno di un azzurro marino, è prima diventato di un blu vibrante ed elettrico per poi regredire, quasi timoroso, dietro il luccicare delle luci artificiali. Qui, in questa piazza ampia, c’è ancora un grande albero di Natale tutto pieno di lucine. Qualcuno, forse, non vuole che ci si accorga che il tempo sta passando. Ai lati, lungo il colonnato, camminano coppie di turisti. Dei bambini piccoli si inseguono l’uno con l’altro. Qualche prete, a testa bassa, sfila veloce. Due poliziotti parlano tra loro. Si sente l’acqua sgorgare da una fontanella.
Quando stai sotto al colonnato le vedi subito. Poco sopra il capo, da qualche metro, pendono dal soffitto. Le lampade sono state appena restaurate. Mentre ci passi sotto pensi che ciascuna pesa più di trecento chili e che può persino caderti addosso. Poi pensi che queste cose non accadono. Le catene in ghisa dovrebbero tenere. Le lampadine sono ai vapori di sodio e permetteranno di risparmiare un poco di energia. Mentre cammini dentro al colonnato, sotto a quella ecologica luce artificiale, in questo luogo che si immagina come un luogo aperto, sembra quasi di soffocare. Il cielo, tra queste colonne, sotto queste luci, non si riesce quasi a vedere. Ciascuno sembra aggirarcisi come un fantasma. Le colonne sembrano quasi sbarre. E quello che dapprima si era offerto come un abbraccio accogliente si mostra essere in realtà una stretta soffocante.
Fai un poco su e giù. Ci resti sotto e ti guardi intorno, ma senti un malessere che ti cresce dentro. Poi alla fine non ne puoi più e ne esci fuori. Allora ti metti alle spalle, a passi rapidi, il mastodontico edificio che è San Pietro. Ti allontani, quasi con il fiatone, da quel colonnato labirintico e da tutte quelle voci che rimbombano. Mentre fuggi dagli echi insistenti di parole che ancora hai nelle orecchie, nemmeno ci pensi a come la Chiesa per tutta la settimana, contro ogni verità storica, si è autoproclamata paladina del dialogo e della libertà di pensiero. Di valori che ha sempre strenuamente e metodicamente combattuto. Non ti volti nemmeno. Cammini ancora un poco e solo dopo ti fermi. C’è un bar che tiene ancora aperta la saracinesca, ad un tavolino sta seduta una giovane donna che beve un bicchiere d’acqua. Ti sorride. E’ allora che hai la sensazione di riuscire di nuovo a respirare. Di essere stato restituito a una più umana e meno insincera vita.
- Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
- CHIESE E MISTERI: La Basilica di Sant'Apollinare e i mille e duecento passi
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Commenti
Scritto da ornella fissore — 21 gennaio 2008 alle 10:25
Romantico e un po' troppo "soft" questo articolo...
Ma mi è piaciuto, anche se sappiamo che probabilmente tutta quella luce la pagheranno i cittadini italiani!
Ma quando mai il Vaticano paga qualcosa?
In questi giorni caldi per il clero, forse qualcuno di loro passeggerà fra queste colonne per illuminarsi un pochino?
Ne dubito. Godiamoci solo la bellezza e l'arte, senza pensare che dentro le mura ci sono degli avidi, corroti e bui personaggi che vogliono farsi passare per angeliche e pie persone. Dedite solo alla preghiera e ad atti di bontà...
E alla salvezza della nostra anima. Amen (!)
Ornella
Scritto da ornella fissore — 21 gennaio 2008 alle 10:30
Ho scritto " corrotti " con una t sola. E' stato uno sbaglio, avrei dovuto scriverlo con 4 !!!... ha ha ha
Ornella
Scritto da Ale — 22 gennaio 2008 alle 16:04
Non si capisce sulla base di che cosa la Chiesa si senta in diritto di intervenire nella politica italiana. E se domani Prodi intervenisse inopportunamente in un dibattito teologico avanzando dei dubbi sul fatto che Gesù sia effettivamente il figlio di Dio o sullla verginità della Nadonna, che cosa direbbe la Chiesa?
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