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di Antonio Carbone —
14 gennaio 2008 —
Sabato mattina. Sono da poco passate le otto. Piove già da diverse ore. Per strada c’è poca gente. Ci sono più bengalesi che tentano di vendere ombrelli che passanti. Saranno una cinquantina solo su via Nazionale. Mal vestiti. Indossano per lo più un giubbino, qualcuno calza addirittura delle ciabatte ai piedi. Facce provate...
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di Federico Pace —
21 gennaio 2008 —
Fa notte dalle parti di San Pietro. Il cielo, che è stato per tutto il giorno di un azzurro marino, è prima diventato di un blu vibrante ed elettrico per poi regredire, quasi timoroso, dietro il luccicare delle luci artificiali. Qui, in questa piazza ampia, c’è ancora un grande albero di Natale tutto pieno di lucine. Qualcuno, forse, non vuole che ci si accorga che il tempo sta passando...
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di Franco Capra —
28 gennaio 2008
Se guardi verso il Palazzo del Quirinale, se guardi verso quell’edificio che è stato a lungo sede papale, vedi le vetture che arrivano una dopo l’altra. Sono di un colore scuro e dalle portiere pesanti vedi scendere uomini avvolti in cappotti ancor più scuri. Per lo più sono anziani. Vanno spediti verso i loro incontri...
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di Luca Mattei —
4 febbraio 2008 —
Per chi vive inseguendo l’orizzonte, varcando spesso i confini delle acque territoriali, il legame con la propria città è forte. Ogni volta che torno da un viaggio e trovo un senso unico cambiato, o l’idea di andare a colpo sicuro in un negozio che non c’è più, ho l’impressione di essere un turista nella mia città...
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di Aurelia Pop —
11 febbraio 2008 —
Guardo nel frigorifero e nella dispensa. Non c’è niente da fare, praticamente non c’è più nulla. Proprio questa domenica che ho degli invitati a cena. Mi vesto ed esco di corsa. Alle 11 arrivo al GS di via Prati Fiscali. Ci sono un sacco di cose, di tutti i tipi, tutte buone a guardarsi. Che cosa scelgo? Entro nel panico. Da noi, in Romania ai tempi di Ceausescu, non c’erano questi grandi supermercati con tutto questo ben di Dio; c’erano gli alimentara, piccoli spacci senza nome e numerati come gli ospedali, le scuole e tutto il resto...
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di Elisa Brilli —
18 febbraio 2008 —
Amici italiani mi chiedono del nostro prestigio oltralpe... Alle sette di sera nel II arrondissement, Fucxia, catena di enoteche nostrana, è piena. Solita fila anche davanti a Amorino, mentre la rue de Petits Champs ti solletica gli occhi di prodotti italiani dai prezzi inavvicinabili. Vetrine a parte, a fine gennaio Le Monde ci definisce: “Un pays immobile et divisé, alors que le reste du monde a changé” e qualche giorno dopo: “La compétitivité de l'Italie s'est effondrée depuis cinq ans”...
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di Luigi Mastropaolo —
21 febbraio 2008 —
E così, senza suscitare tanti clamori, è stata archiviata anche l’approvazione del Piano Regolatore. E dire che l’ultimo risaliva al 1962. Prevedeva un’enorme espansione della capitale e disegnava una città da 5 milioni di abitanti. Il 1962 è pure l’anno in cui Pasolini presenta al pubblico della XXIII Mostra del Cinema di Venezia Mamma Roma...
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di Federico Pace —
25 febbraio 2008 —
In questo ultimo lunedì di febbraio si celebra il tempo lento. Qualche iniziativa c’è anche a Roma. Qualche camminata per il centro o dei piccoli convegni a teatro. Rallentare, si dice, per vedere meglio le cose intorno. Per le strade i bus caracollano e quasi non si tengono in piedi per quanto non riescono a prendere velocità...
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di Aurelia Pop —
28 febbraio 2008 —
Come mi sembra lungo questo inverno romano. Da quando vivo qui proprio non riesco ad abituarmici. Sarà per colpa di questa umidità o perché ho da sempre la convinzione che Roma sia solare. Ed ora che è febbraio, proprio quando credevo che l’influenza mi avesse dimenticato, eccola che mi bussa alla porta e mi porta in regalo anche la tosse...
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di Antonio Carbone —
3 marzo 2008
Ma dove sono finite le tende, i giacigli e i rifugi di cartone? Forse, frugando tra i cespugli, le bitte e le cime, sarà possibile trovare ancora qualche scarpa spaiata o il lembo di una coperta militare. Per il resto non è rimasto più niente. Si intravede solo un igloo sulla sponda opposta. E che fine ha fatto la giovane coppia di romeni, con la loro figlia Roberta di quattro mesi, che fino a poche settimane fa era accampata sotto ponte Umberto I? E nel frattempo lei, che era incinta, avrà partorito? Nel frattempo invece qui la perdita è aumentata e il muraglione, ricoperto di muschio, cambia colore a seconda di come ci...
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di Francesca Pedrollo —
6 marzo 2008
Michaela guardava le vetrine a Termini come una bambina di fronte a meraviglie viste per la prima volta. Sono rimasta a osservarla come in un film in cui io, nascosta tra la folla, cercavo di capire le sue emozioni di fronte a queste luci, a questa abbondanza. Appena pensi alle donne dell’Est ti viene in mente la loro dolcezza, come Helena, ucraina, venti anni, estetista, i suoi occhi sono la malinconia dovuta alla lontananza e allo sradicamento. Ana è stata l’allegria, la positività, i colori e i sapori del Brasile...
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di Federico Pace —
10 marzo 2008 —
Scoprire una strada o una piazza di cui non si sa alcunché. Leggere un nome a cui la memoria non sa dare alcun volto. Può capitare soprattutto a chi gira per la città a piedi. E’ questa la città dei camminatori. Un organismo urbano fatto di piccoli vicoli sconosciuti, di strade e piazze attraversate per caso e d’improvviso...
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di Monica Pietrangeli —
13 marzo 2008 —
Qualche giorno fa ho letto di Michele Tasca, l’ultimo morto da lavoro in ordine di tempo. Il più giovane dei cinque che sono rimasti uccisi mentre pulivano una cisterna a Molfetta. Alcune morti colpiscono più di altre, è la legge dell’identificazione, dell’empatia. Sarà che lui voleva fare il cuoco, sognava i fornelli mentre si arrampicava sulle scale e si calava nel buio soffocante delle cisterne...
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di Antonio Carbone —
16 marzo 2008
Non è certo un posto dove venire a passeggiare questo: dall’incrocio con la Casilina per quasi un chilometro, in direzione di Cinecittà, viale Palmiro Togliatti è delimitata su entrambi lati da una rete metallica. Dietro, da un lato, appezzamenti di terreni incolti, in parte colonizzati da robinie dai rami ricoperti da foglioline già verdi e accampamenti rom...
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di Federico Pace —
20 marzo 2008 —
A un ragazzetto di quindici anni, con un cappellino e un giubbotto, neri e griffati, chiedo se sa dove sia il nuovo McDonald’s che ha aperto questa mattina su Via Ostiense. Mi fa subito di sì con la testa. Si ferma un attimo, guarda un po' più in là e poi mi dice “Sta vicino alla metro. Lo trovi subito”. Indica, guarda e sorride...
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di Antonio Carbone —
27 marzo 2008 —
Finalmente un po’ di luce. Dopo giorni di pioggia. A partire da venerdì pomeriggio è stato un crescendo. A Pasqua una tromba d’aria ha sradicato gli alberi più esili come i ligustri e gli oleandri e scosso quelli più robusti come i lecci. Tutto era stato ampiamente annunciato: la pioggia, i temporali e persino i fulmini...
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di Luigi Mastropaolo —
1 aprile 2008
Chissà cosa è preferibile: se l’insidia dei Suv e delle Smart o quella che proviene dai possessori di auto di grossa cilindrata. Per non parlare dei motorini che sgusciano da ogni anfratto. Sembra la trama di un film di Sergio Leone. Eppure non siamo nell’Utah e nemmeno immersi tra le guglie della Monument Valley, ma su via Nomentana, sul Lungotevere, a piazza Venezia, tra mandrie di automobili, foreste di semafori e praterie di strisce pedonali...
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di Federico Pace —
3 aprile 2008 —
Sono arrivato a Piazza del Popolo dal Lungotevere. Sono poi salito verso il Pincio seguendo viale Gabriele D’Annunzio. E’ una specie di serpentina che rende meno ardua la salita. Ma il caldo si sente lo stesso. C’è un cielo bianco e un’umidità insistente. Ai bordi della strada le vetture paiono parcheggiate da un tempo infinito...
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di Aurelia Pop —
7 aprile 2008 —
Alla stazione Nuovo Salario tutti si spingono arrabbiati per salire sul trenino eternamente in ritardo. Guardo distaccata tutto questo movimento che mi gira intorno e lo sopporto assaporando già il cappuccino che non bevo da una settimana. Cosi mi faccio portare indietro dai miei pensieri fino ad Oradea, la mia città natale, che ho lasciato solo ieri...
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14 aprile 2008
Un punto di vista nuovo dal quale cominciare a osservare e raccontare la città. Queste erano le intenzioni che ci hanno spinto a fondare MagazineRoma. A distanza di un anno, prima di lanciare altre nuove iniziative, ci è sembrato giusto fermarci e proporvi un minicorto della durata di un minuto composto da una selezione di 148 foto tratte da tutti gli articoli pubblicati fino ad oggi...