Lo stato vegetativo degli alberi

di Antonio Carbone — 21 ottobre 2007 — 4 commenti

Anche gli alberi si ammalano e talvolta non c’è altro rimedio che abbatterli. Come cavalli azzoppati. Con la differenza che rispetto ai cavalli, i tronchi degli alberi rimangono lì, per un tempo insospettabile, a testimonianza di una vita precedente che solo i frequentatori abitudinari di certe vie riescono a cogliere. Solo per costoro assumono l’aspetto di cippi sepolcrali.

Per lo più si tratta di platani. Sarà perché sono tanti. Furono introdotti in massa quando Roma divenne la capitale d’Italia secondo il gusto che imperava allora nelle altre città europee. Ma si ammalano anche i pini. Un po’ meno i lecci. Raramente le palme. Spesso invece le robinie, che apparentemente sembrano in buona salute, si rivelano pericolanti. Succede perché all’interno il legno tende facilmente a cariarsi. Sono tra gli alberi che una volta tagliati cambiano più facilmente destinazione d’uso. Perché invogliano chi ci passa accanto distrattamente a considerarli una sorta di cestino per i rifiuti.

A vederli dall’alto, invece, queste sezioni di tronco, danno l’idea di piccole cave di marmo. Le varie striature del legno, differenti per colore, sembrano stratificazioni di materiali rocciosi. Altri, soprattutto quelli più irregolari, già in parte marciti, dei vulcani spenti. Isole di basalto emerse da poco dal mare. Che cosa succede là sotto? Viene spontaneo chiederselo. Non si perde mai la speranza che prima o poi dalle radici arrivi un sussulto capace di risvegliare quell’ammasso di materia apparentemente priva di vita. A volta capita. E così di lato si vedono spuntare polloni, esageratamente lunghi e sottili. Non importa quanto dureranno e che non prenderanno mai la sembianza di un vero e proprio albero.

Immagini

Commenti

  1. Scritto da "Josef Koudelka"21 ottobre 2007 alle 17:35

    Complimenti!

  2. Scritto da Fausto23 ottobre 2007 alle 11:50

    Un platano si è abbattuto ieri sulla via Ostiense, nel tratto tra Acilia e Casal Bernocchi. A causa del forte vento l'albero si è spezzato e nella caduta ha sfiorato senza conseguenze un autocarro. Gravi i disagi per gli automobilisti. Lo riporta oggi il Corriere delle sera sulla cronaca di Roma.

  3. Scritto da Ficus Carica11 aprile 2008 alle 20:54

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  4. Scritto da Giovanni Zumbo19 novembre 2008 alle 22:57

    Mi chiedo spesso, perchè solo un animale, come i cani, i gatti, o quant'altro ci debbano a ragion veduta, turbare quando li vediamo trattar male e non facciamo niente per interi boschi che bruciano con centinaia di alberi?
    Anch'essi sono esseri viventi che al contrario degli animali non chiedono nessuna cura particolare, ma ci aiutano a vivere dandoci frescura,verde,ossigeno, e con le loro radici trattengono il terreno contro il dissesto.
    Inaspriamo le leggi che gli ambientalisti dovrebbero perorare, ma che siedono ben pagati e sonnecchiano al parlamento grazie al pagamento delle nostre tasse.
    Ma Brunetta che fa, non li vede? Dimenticavo, veleggia, ma troppo basso.

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