Incontri fuggitivi
Quando li incroci pensi al fastidio che hai per le cerimonie colossali, il fiume di turisti religiosi, i discorsi “politici” della domenica mattina. Quando ti tagliano la strada ti chiedi dove vadano. Così di fretta. Quale tipo di compito o preoccupazione se li stia portando. Te lo chiedi pure quando vedi una suora guidare una vettura e tirare dritta a un semaforo rosso. O quando ti accorgi che un giovane prete attraversa la strada in bicicletta senza sapere da che parte andare.
Quando riesci a vedere i loro occhi, dietro le lenti degli occhiali, hai la sensazione che in loro ci sia una specie di serenità o segreto che tu non puoi conoscere e cerchi di capire cosa li lega al potere che mira a toccare ogni angolo della vita civile dei cittadini. Provi a immaginare che cosa possano pensare, dentro di loro, di quei giovani che ieri hanno protestato davanti alla sede dell’Opus Dei per la decisione del Vaticano di beatificare quasi cinquecento martiri uccisi durante la guerra civile spagnola (vedi qua). O di tutti gli altri che chiedono che venga usato il profilattico per evitare di incrociare i passi di una malattia atroce.
Li vedi scivolare per le strade e, non capisci se, là dietro, stanno celando una forza o una debolezza. Eppure quando ti sfiorano una spalla, hai ancora la sensazione di aver sfiorato una specie di mistero. E pensi però che si tratta solo di una sorta di urbano residuo di quel più grande enigma le cui tracce, entrando in una delle tante vuote chiese romane buone ormai ad ospitare solo gite turistiche, non riesci più a trovare.
- Federico Pace è autore del libro Senza volo (Einaudi)
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