Segnalatori di incendi

di Antonio Carbone — 23 settembre 2007 — 2 commenti

Ogni città ha la sua Palestina. A Roma corre lungo la pista ciclabile che costeggia il Tevere. Si tratta solo di capire quando comincerà anche qui l’operazione di sgombero. Per poi trasferire in tempi brevi gli sfollati nei nuovi campi che stanno per essere ultimati. Oltre il confine, naturalmente. Dopo ci penseranno loro a sistemare tutto: nuova edificazione, rete fognaria, gas, elettricità e servizi. Centri commerciali per la gioia di grandi e bambini che potranno muoversi sicuri. Freschi d’estate e caldi d’inverno.

Molto presto seguiranno altre frontiere. La strategia è sempre stata questa: si comincia con l’aprirsi un varco, in modo da alzare il livello di tensione e far sì che si renda auspicabile da parte di tutti un intervento di forza. In America è andata proprio così. Di pari passo alla costruzione della ferrovia si procedeva a sterminare gli indiani. In questo caso è persino più semplice: si tratta solo di allontanare rifiuti. Solidi e umani.

Nel frattempo è richiesto solo un po’ di pazienza. Soprattutto per i disagi arrecati a chi ci viene a pedalare con moglie e bambini. A costoro si raccomanda prudenza e di non avventurarsi oltre il tratto urbano. Onde evitare spiacevoli inconvenienti come quelli già accaduti questa estate. Ai più sensibili non rimane che un po’ di indignazione con cui provare a opporsi, con moderazione, a chi invoca le ronde armate. Tanto anche loro se ne faranno presto una ragione.

Immagini

Commenti

  1. Scritto da redazione25 settembre 2007 alle 11:38

    (OMNIROMA) Roma, 24 set - Un insediamento di baracche abitato da rumeni è stato distrutto in via del Cappellaccio, sulle sponde del Tevere, in zona Magliana. A fuoco, per cause ancora imprecisate, cinque delle sei baracche. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con 4 squadre e due autobotti.Nessuno è rimasto ferito.

  2. Scritto da redazione26 settembre 2007 alle 11:00

    «Quel che Grillo dice non è uno scherzo, perché con toni buffoneschi è proprio l’incendio dell’anti-politca che denuncia: l’incendio delle cose dette e non fatte, l’incendio del politico che pretende governare e in realtà s’azzuffa con l’alleato ed è in permanente campagna elettorale, l’incendio di una stampa che non indaga né spiega ma fa politica in prima persona, creando o disfacendo governi con sicumera senza precedenti. Né ha torto quando aggiunge: l’anti-politica non sono io, ma è al potere. E’ a questa accusa che urge rispondere, non limitandosi a dire al comico: mettiti in politica anche tu, e vedrai come diverrai simile a noi. Difficile che Grillo imbocchi questa via. La sua è piuttosto contro-politica o, come spiega lo studioso Rosanvallon, democrazia negativa: è l’ambizione a rappresentare nuovi poteri di controllo, di vigilanza e denuncia che si aggiungono alla democrazia rappresentativa e che riempiono il vuoto di partecipazione creatosi fra un’elezione e l’altra» (Barbara Spinelli La Stampa, domenica 23 settembre 2007)

Scrivi un commento

Anteprima del commento