La città straniera

di Antonio Carbone — 20 agosto 2007 — 2 commenti

Forse un giro dall’alto è quello che servirebbe per osservare con occhi diversi questa città. D’altronde deve essere questo a rendere più indulgenti tutti coloro che continuano ad arrivare nonostante l’accoglienza lasci ancora molto a desiderare. I soliti, che  guardano ai dati come se fossero delle sfere magiche, dicono che rispetto all’anno precedente sono aumentati del 16,3 per cento.       

Ai carri per la vittoria. A questo viene da pensare percorrendo la città su uno dei tanti autobus scoperti che, in questi giorni di agosto, circolano come pachidermi  per strade deserte. La sensazione infatti è trionfale, simile a quella che potrebbe aver provato un imperatore di ritorno da una campagna militare che ha avuto un esito felice. Verrebbe quasi da sbracciarsi e salutare con entusiasmo.  

Sono quasi tutti stranieri. I pochi italiani, sono turisti. Chissà perché un romano non si concede questo piacere. Preferisce farlo a Londra un giro del genere. L’illusione di conoscere bene la città, probabilmente. Ma anche la convinzione che il punto di vista non cambi granché spostandosi solo di qualche metro. E invece non è vero. E’ come se le strade, le piazze di questa città, più di ogni altra capitale europea, siano state progettate per un accoglienza dall’alto. Un giro in carrozza solo in parte può rendere l’idea. Manca l’aspetto trionfale. Da sfilata. Lo stesso che avranno provato gli americani quando entrarono da liberatori.  

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Commenti

  1. Scritto da Daniela22 agosto 2007 alle 15:40

    Io, invece, ho imparato a camminare per le strade delle città senza guardare il marciapiede, senza guardare dove metto i miei piedi, se pestano qualcosa di poco carino e un po' maleodorante, pazienza! Ma imparato ad alzare il naso e a guardare i monumenti, i palazzi, il cielo dal basso, scoprendo visi, animali o iscrizioni che non si vedrebbero da nessun'altra prospettiva!

  2. Scritto da Antonio23 agosto 2007 alle 09:03

    Naturalmente anch'io preferisco lo sguardo dal basso. Quando ho cominciato a vivere a Roma, è stato il modo migliore per scoprirla. Insieme alla lettura delle poesie di Pasolini. Ma in questo caso c'era una curiosità che premeva da tanto tempo. Insieme al gusto di fare un giro come quello in vespa di Moretti in "Caro Diario", che solo in agosto è possibile, c'era la curiosità di provare a capire che immagine di Roma si trattiene nella memoria dei turisti che la visitano. Magari per una sola volta. Mi incuriosiva questo "sguardo straniero" che, appunto potrebbe essere utile anche a chi ci vive in questa città. Probabilmente è il modo meno traumatico per cominciare a incontrare l'altro.

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