La bici, Veltroni e la crisi della politica
Vivere a Roma senza venire aggrediti dalla politica è quasi impossibile. Eppure c’è una moltitudine che sta imparando a farlo, organizzando il proprio tempo a prescindere. E che nutre una sorta di indifferenza per chi li governa. Gli esempi? Sono numerosi. Prendiamo i raduni di Critical Mass. Sono spontanei e trasversali. Ci trovi dal ragazzo del centro sociale a una madre e un padre con il proprio figlio. Li lega la bicicletta e la volontà di poter dare un esempio di vera sostenibilità. Molti non lo capiscono e continuano a pensare che la strada sia bloccata a causa di una manifestazione e non perché un numero inverosimile di persone ha deciso, magari, di andare al mare a Ostia in bicicletta.
Nei confronti di queste iniziative la politica mostra altrettanta indifferenza se non addirittura fastidio. Si guarda bene dal lasciarsi contaminare, presa com’è da logiche mutuate dall’economia. Si pensi al dibattito che si è sviluppato intorno al Partito Democratico di cui proprio oggi è prevista l’investitura di Walter Veltroni a futuro segretario. Nei giorni scorsi le indiscrezioni sono state sufficienti a far schizzare in alto i consensi, apportando un’ondata di ottimismo nell’ambiente abbacchiato della sinistra. Al pari dell’annuncio di una operazione finanziaria imminente, tutta la vicenda è stata commentata secondo gli stessi criteri di chi segue il mercato, la borsa e gli azionisti di maggioranza.
La capacità del Sindaco di Roma di riscaldare i cuori è rinomata. Questo ci si aspetta da lui. Anche se non si capisce perché a lui potrebbe riuscire “il miracolo” che Prodi non è stato in condizione di realizzare. Ma sembrerebbe blasfemo voler tentare di spiegare il soprannaturale. Se è vero che lo scollamento tra la politica e ampi settori della società civile è vissuto come una vera e propria fase di decolonizzazione, è probabile che neppure a Veltroni riuscirà l’impresa.
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Commenti
Scritto da RomaCogitans — 1 luglio 2007 alle 22:26
La bicicletta sarebbe una rivoluzione per Roma, e la farebbe evolvere a città europea.
Nel mio blog ho il link di critical mass, perché ritengo la loro iniziativa lodevole. Eppure, casualmente, mi sono imbattuto su una email del loro Forum in cui si parlava del mio blog, e sprezzantemente mi si dava del fascista... Inutile dire che ci sono rimasto male due volte... e che probabilmente sotto sotto tanto trasverale il loro movimento non è. Un vero peccato...
Scritto da RomaCogitans — 1 luglio 2007 alle 22:29
Su Veltroni sul mio http://romacogitans.wordpress.com/ mi sto scatenando... non è che ce l'ho particolarmente col sindaco, ma un po' di sana presa per i fondelli non fa male a nessuno...
Comunque, ottimo articolo!
Scritto da Flavio — 5 luglio 2007 alle 21:48
Anche io ho un rapporto un po' strano con la Critical Mass. Da una parte amo la bici, ne tengo una sotto il posto di lavoro per andarci in pausa pranzo. Dall'altra, non mi illudo di migliorare la mia città con una bicicletta.
Per quanto riguarda la vita a Roma lontano dal teatrino parlamentare, posso solo dirvi che a volte, quando sono solo a cena, vado su RaiClick e metto l'ultimo tg per puro divertimento.
Scritto da antonio — 6 luglio 2007 alle 15:54
Certo, è evidente che non basta una bicicletta a a cambiare le cose. Ma quello che trovo interessante in Critical Mass ma anche in altre iniziative spesso di volontariato è il cambiamento di prospettiva: da una visione ideologica, molto spesso limitata a delle intenzioni, a una pratica sociale che si espirme in azioni concrete. Esempi che anche se minimi possono cambiare se non la città e il mondo il nostro approccio. Il nostro stile di vita.
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