Il fuoristradista
Ci siamo conosciuti qualche settimana fa. A un raduno di cicloamatori organizzato dall’associazione BiciRoma a piazza San Cosimato. A incuriosirmi è stato il suo abbigliamento, soprattutto il gilet di lana sulla camicia. Niente a che vedere con le tenute ipertecniche di chi di solito va in bicicletta, a prescindere dall’età.
Non appena mi sono avvicinato è stato lui a rivolgermi la parola chiedendomi se fossi anch’io un fuoristradista. Ho notato subito due cose: la voglia di parlare nel tentativo di fare proseliti e l’estrema perizia con cui descriveva il suo percorso alternativo per raggiungere il litorale di Ostia in bicicletta. Della possibilità di allungare la pista ciclabile, che corre lungo il Tevere, fino al mare se ne parla da un bel po’. Sembrerebbe che il progetto sia stato anche finanziato, ma lui mi è sembrato alquanto scettico per la verità e in attesa di quel giorno, non demorde.
La caratteristica, infatti, che accomuna i veri ciclisti è l’ostinazione. Nei miei ricordi d’infanzia c’è l’immagine di stranieri che, d’estate, apparivano come dal nulla. Arrancando in salita su biciclette cariche di sacche fino all’inverosimile. Erano anni in cui ancora non si parlava di piste ciclabili e in Italia, lungo le statali, si vedevano soprattutto bici da corsa su cui pedalavano i magri e gli affilati per lo più.
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Commenti
Scritto da sarah — 23 maggio 2007 alle 17:15
...le quattro inglesi che si perplimono sul filo del marciapiede!
bravo Anto, ciao
Scritto da Antonio — 25 maggio 2007 alle 14:55
Roma, 24 mag. (Adnkronos/Labitalia) - In bicicletta da Londra a Brindisi, ma anche da Caponord a Malta, o piu' semplicemente da Bari a Napoli. Un'idea che potrebbe presto essere realizzabile, grazie allo studio di fattibilita' che la regione Puglia sta conducendo nell'ambito del progetto 'Cyronmed' (Cycle Route Network of
Mediterranean - Rete ciclabile del Mediterraneo). Il progetto, presentato questa mattina al Forum Pa, alla Nuova Fiera di Roma, si propone di implementare non solo le strade a disposizione dei cicloturisti, ma anche e soprattutto i nodi infrastrutturali, pianificando l'intero territorio a favore della mobilita' non
motorizzata.
Scritto da Marina — 18 giugno 2008 alle 13:33
Antonio, tutto qui?! Mi aspettavo un racconto piu' lungo!
sono rimasta con la curiosita': chi e' questo signore con il gile' di lana? che fa nella vita? la famiglia... quel giorno che avete fatto... boh, sono rimasta inappagata!
Scritto da antonio de nigro — 16 marzo 2009 alle 10:01
antonio,
penso che prima o poi dovremo riunire la mitica quinta g.
anto.
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